Crisi: 45.000 posti in meno nell’edilizia in Sicilia in quattro anni.da: zenzero quotidiano

Scritto da Patrizia Maltese

Crisi: 45.000 posti in meno nell’edilizia in Sicilia in quattro anni. Il bollettino quotidiano della crisi in Sicilia oggi ci parla di 45.000 persone che negli ultimi quattro anni hanno perduto il lavoro nel settore dell’edilizia.
A fornire i dati è la Filca Cisl che oggi a Palermo, durante il primo congresso territoriale del sindacato, ha sollecitato il governo regionale a rilanciare il settore prevedendo un piano delle infrastrutture per l’Isola, insieme a tavolo di concertazione con le parti sociali su investimenti e opere da realizzare.
Per il segretario regionale, Antonino Cirivello, “servono strade, autostrade, ferrovie, snodi logistici senza i quali non si può far ripartire la regione e creare sul serio un percorso di sviluppo”.
Ma non se la passano certo meglio gli altri settori: dai parrucchieri ai grafici, dagli ottici ai fotografi ai titolari di autolavaggi.
Dall’inizio dell’anno a oggi – in base alle pratiche esaminate dalla Commissione provinciale per l’artigianato della Camera di commercio di Palermo -, cioè in appena un mese, sono già 122 le aziende cancellate dal registro delle imprese.
“La situazione è drammatica – ha detto il presidente di Casartigiani di Palermo, Elio Tessitore -: l’età media dei titolari di queste aziende si attesta intorno ai 50 anni e c’è il rischio che una volta espulse dal mercato del lavoro e dal circuito imprenditoriale, queste persone vadano a ingrassare le fila del sommerso e del lavoro nero”.
Anche in questo caso viene chiesto “l’immediato intervento della Regione siciliana: servono politiche che aiutino gli artigiani a uscire dalla crisi, prevedendo anche agevolazioni fiscali”.
L’associazione ha anche annunciato la mobilitazione: “A fine mese – ha precisato Tessitore – faremo una manifestazione e simbolicamente bruceremo le nostre licenze davanti alla presidenza della Regione”

Muos, Crocetta dispone lo stop ai lavori da: citzen

La revoca dopo una riunione-fiume all’Ars

Di Redazione | 5 febbraio 2013

E’ durato sei ore l’incontro tra le commissioni Ambiente e Salute, i comitati No Muos di tutta la Sicilia e alcuni esperti dell’Università di Palermo e del Politecnico di Torino. Al termine il governatore Rosario Crocetta ha dato mandato di predisporre un documento che ferma i lavori di costruzione dell’impianto satellitare statunitense in corso a Niscemi

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Il governatore siciliano Rosario Crocetta ha dato mandato di revocare le autorizzazioni alla costruzione dell’impianto di antenne militari statunitense in contrada Ulmo, a Niscemi. Lo stop è arrivato dopo una lunga riunione a Palermo tra le commissioni dell’Assemblea regionale siciliana all’Ambiente e alla Sanità. Sono stati sentiti, oltre ai rappresentanti dei vari comitati No Muos sparsi in tutta la Sicilia, anche alcuni esperti dell’Università di Palermo e del Politecnico di Torino che hanno pubblicato studi specifici, ma dai risultati contrapposti, sulla pericolosità dell’impianto.

Il documento ufficiale di revoca, firmato dall’assessore all’Ambiente Mariella Lo Bello e dal funzionario dello stesso ufficio Giovanni Arnone, è atteso per domattina. Ma ad anticipare la decisione è lo stesso governatore Crocetta, con un comunicato stampa diramato in serata. Una decisione presa a distanza, da Catania – dove si trovava per una riunione di giunta, disertando così l’audizione – su richiesta del presidente della commissione Ambiente Ars Giampiero Trizzino (M5s). «Raggiungerò Crocetta al telefono e vi comunicheremo una decisione in poche ore», aveva promesso ai militanti No Muos al termine della riunione-fiume durata circa sei ore. Revoca sì o revoca no: altre strade, compresa la sospensione dei lavori di cui tanto si era discusso nei mesi scorsi, non erano più contemplate dai deputati.

Quando arriva la conferma della revoca immediata delle autorizzazioni alla costruzione – ormai in fase finale – dell’antenna militare Usa, la voce corre veloce. «Ma domani allora facciamo ancora blocchi?», «E la manifestazione del 30 marzo?». E’ l’incredulità il sentimento più diffuso tra gli attivisti, soprattutto tra quelli rimasti nei presidi e nei coordinamenti sparsi per la Sicilia, raggiunti al telefono dai compagni da Palermo. «Sono contento di essere venuto – commenta Fabio D’Alessandro, del comitato No Muos di Niscemi – Oggi abbiamo fatto un pezzo di storia». Che però non finisce qui.