CATANIA Città Aperta: L’appello

Giustizia sociale, uguaglianza di genere nel rispetto della cultura della differenza, rispetto per i diritti individuali, solidarietà, pace, rispetto per l’ambiente, sono per noi i principi fondamentali per contrastare la crisi che attraversa il Paese, e che coinvolge ancor più drammaticamente la Sicilia e Catania.
In nome di questi principi, non accettando di subire passivamente un degrado ed una barbarie che sembrano avanzare inesorabilmente, scegliamo di impegnarci nella nostra Città perché la cultura dei diritti sostituisca l’arbitrio, la solidarietà prevalga sull’egoismo e lavoro e conoscenza abbiano la priorità su proprietà e rendita.
Proponiamo un impegno che, riaffermando il primato delle persone sulle cose, metta al centro della politica i contenuti e si interroghi sulle forme di partecipazione più coerenti per far vivere concretamente una vera alternativa democratica.
Quello che chiediamo è un radicale cambiamento della politica, che va perseguito con pazienza, umiltà e determinazione e che deve vedere come protagonisti innanzitutto coloro che non hanno avuto nulla a che spartire con l’attuale sistema di potere, in Sicilia e a Catania.
In primo luogo, vogliamo ridare una speranza ai nostri giovani, su cui pesa un malessere profondo e generalizzato. Sono anzitutto loro che pagano ormai un prezzo altissimo in termini di assenza di prospettive di inserimento sociale. Vogliamo una città che non costringa più i suoi ragazzi ad andare altrove alla ricerca di un lavoro precario. Una città in cui si può restare perché si lavora, si studia e si può formare una famiglia.

Catania ha bisogno di politiche pubbliche improntate ad una maggiore giustizia distributiva, di equità nell’utilizzo delle risorse, di efficienza nella gestione dei servizi. La gestione del “Comune” va tradotta esclusivamente in termini di benessere dei cittadini.

Vogliamo lavorare alla costruzione di un PROGRAMMA PARTECIPATO e proponiamo sin d’ora alcuni temi utili per iniziare a riflettere sulla Città:

  1. Priorità delle politiche pubbliche;
  2. Cultura della legalità;
  3. Democrazia permanente

Priorità delle politiche pubbliche

In primo luogo, prevalenza degli interessi generali su quelli individuali.

Bisogna smetterla con una prassi politica perversa che ha trasferito risorse ingenti dal pubblico al privato, creando arricchimento per pochi e disservizi per tutti.

Proprio su questo si è costruito un “sistema” affaristico – simile in tutte le capitali del Mezzogiorno – con l’intervento organico dei poteri affaristici sovente collusi con quelli criminali. La vera differenza fra gli schieramenti politici consiste nel primato, o meno, delle politiche Pubbliche, ed il nostro progetto vuole essere la conseguenza coerente di questo profondo convincimento.

Cultura della legalità

Affermare la legalità come complesso dei diritti e dei doveri di ogni cittadino, che assicuri a tutti la certezza della loro dignità individuale, civile, sociale.
Va pienamente affermato il sistema delle regole, partendo dal principio della responsabilità individuale: chi viola leggi e norme, chi non fa il proprio dovere, chi amministra male, deve pagare. Il Comune deve essere impegnato, in prima linea, con strumenti, idee, e modi di essere che siano efficacemente improntati al principio di legalità.

Solo così è possibile contrastare quella mancanza di senso civico e pubblico che caratterizza la vita della nostra città e che rappresenta anche il principale presupposto per la diffusione della criminalità mafiosa.

Democrazia permanente

Noi concepiamo la democrazia come partecipazione costante di cittadini consapevoli alle decisioni, come processo continuo e permanente.

Il programma per l’amministrazione della Città, dunque, dovrà essere il risultato di un confronto serrato e serio con i cittadini, a partire dai giovani e dai quartieri, finalizzato al raggiungimento dell’unità di forze diverse e alternative al sistema di potere.

La gravissima crisi della politica può essere superata solo ponendo al centro delle scelte pubbliche il metodo democratico con processi positivi e, anche, d’innovazione istituzionale.

Oggi esistono mezzi e conoscenze -come, ad esempio, l’uso del web- per praticare la partecipazione e costruire dal basso una democrazia organizzata e deliberante, consentendo la circolazione delle idee e l’organizzazione orizzontale, non gerarchica, dei saperi.

Occorre costruire nuove procedure deliberative che siano espressione di volontà, anche diretta, dei cittadini; in questo senso, anche primarie che non siano espressione di personalismi notabilari, ma scelta di indirizzi politici all’interno di un quadro comunque alternativo all’attuale gestione della Città, possono essere strumento di partecipazione democratica.

Catania, infine, ha bisogno di una politica locale sobria, umile, che eviti gli sprechi e sia attenta alle vere priorità pubbliche.

Ha bisogno di una netta rottura con le precedenti amministrazioni nella scelta delle donne e degli uomini, nello stile, nel rapporto con e tra le forze politiche.

Da parte nostra, quindi, nessun rapporto con quei partiti responsabili e corresponsabili del dissesto finanziario, morale e politico. Nessun riferimento, nemmeno, all’attuale quadro politico regionale, costruito sul recupero di forze pienamente coinvolte nella peggiore politica e nel clientelismo eretto a sistema..

Noi crediamo che per Catania sia il tempo di una vera e profonda alternativa.

Su queste basi, che rappresentano le precondizioni di qualunque impegno politico-amministrativo, ci proponiamo di costruire un programma di governo per la Città, aperto al contributo di tutti i cittadini.

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