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Giudiziaria sotto l’Etna: processo centro Puglisi Cosentino, torna l’ex Ministro Bianchi. E conferma che il volume edifcabile è stato superiore al consentito

albianchi

Nuova udienza con un teste illustre (nella foto) al dibattimento per il megacentro della nota famiglia imprenditoriale
Di iena giudiziaria Marco Benanti

E’ tornato in aula, nella qualità di teste dell’Accusa(con il Pm Alessandra Chiavegatti), l’ex Ministro dei Trasporti –del secondo governo Prodi- l’ing. Alessandro Bianchi: doveva completare la deposizione, con il controesame, avviata il 3 dicembre scorso al processo sul centro di intrattenimenti della “Sofocle” di Puglisi Cosentino, in quel di San Gregorio di Catania.
Il dibattimento, che si svolge davanti ai giudici della terza sezione penale del Tribunale di Catania (Presidente Rosalba Recupido, a latere Bacianini e Cascino), vede alla sbarra quattro imputati, indagati –a vario titolo- in un’inchiesta per abuso d’ufficio, falso e lottizzazione abusiva. Si tratta del dirigente del servizio II viabilità della Provincia Regionale di Catania, Francesco Impellizzeri , di Salvatore Puglisi Cosentino, imprenditore, figlio del noto imprenditore Salvatore, amministratore della “Sofocle srl”, del progettista della “Sofocle” l’ing. Santo Catalano e di Salvatore Buscemi, responsabile del servizio “edilizia privata” del Comune di San Gregorio.

Bene l’ex Ministro Bianchi, che è autore del Prg di San Gregorio, rispondendo alle domande degli avvocati della Difesa (oltre a quelle dell’avv. Ivan Albo, in surroga del comune di San Gregorio, che non si è costituito parte civile), ha riferito, fra l’altro, che per quanto riguarda il volume edificabile della struttura non si è tenuto conto della riduzione che avrebbe dovuto essere effettuata sugli spazi della viabilità interna all’opera, dei parcheggi e del verde, confermando e sviluppando quanto detto già a dicembre.
Nel corso dell’udienza di oggi, inoltre, è venuto fuori il tema della destinazione della struttura, nata per finalità in grande parte legata allo sport e anche a fini ricreativi e culturali. Un megacentro che accoglie anche 11 sale cinematografiche.

Una vicenda lunga e travagliata questo procedimento. Non solo: ci si chiede, alla luce dello stato dei luoghi iniziale (con una ricca vegetazione, guarda foto) quali opportunità hanno poi portato all’avvio di questa struttura: al di là del dato legalitario, nessuna valutazione di opportunità?
Comunque, il cantiere per realizzare sale cinematografiche e strutture per il tempo libero si trova in territorio di San Gregorio, a pochi chilometri da Catania, in un’area a forte impatto viario, in quanto è lo snodo che ogni giorno migliaia di “pendolari” percorrono per entrare e uscire dalla città. Non a caso, a lungo quel tratto viario ha costituito un caso, appunto quello della c.d. “collina del disonore” per i mega-ingorghi e l’aria irrespirabile, con tassi di inquinamento elevati, che ne derivavano, prima della costruzione de parte della Provincia di una bretella denominata “Paesi Etnei” che ha posto un primo rimedio alla situazione.
A contestare l’iter dell’opera non sono stati soltanto imprenditori, magari interessati per questioni di legittima concorrenza commerciale, ma anche semplici cittadini, abitanti nella zona, preoccupati per l’impatto viario e ambientale del centro sull’area. Sul centro grava ancora un sequestro preventivo.
Dopo Bianchi è stato sentito, come consulente tecnico di parte civile l’ing. Paolo La Greca che ha affrontato vari argomenti, oltre ad avere confermato dell’obbligo legato agli oneri di urbanizzazione per realizzare il centro. Alla prossima udienza del 14 febbraio proseguirà la deposizione dell’ing. La Greca.