27 gennaio 2013 in memoria dell’olocausto-omocausto MAI PIU: IL DOCUMENTO DI ARCIGAY CATANIA

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la memoria ha un senso solo se illumina il presente

Sono trascorsi 68 anni e giustamente torniamo con la memoria a ripercorrere quelle tappe della notte della ragione che ha reso possibile l’Olocausto e l’orrore che tutte e tutti ben conosciamo.

Questo orrore ha assunto proporzioni e dimensioni inaudite perchè intrinsecamente recava in sé tutti i germi dell’odio più esteso, dalle differenze etniche, a quelle politiche sino a quelle di genere e di orientamento sessuale.

L’odio, come spesso abbiamo avuto modo di affermare, deriva dalla paura, paura dell’altro da noi, e la paura genera violenza, non accoglienza, non integrazione, non comprensione.

Anche in questo contesto amiamo ricordare San Suu Kyi:

“All’interno di un sistema che nega l’esistenza di diritti umani fondamentali, la paura tende a essere all’ordine del giorno. Timore del carcere, della tortura, della morte, timore di perdere amici, parenti, proprietà o mezzi di sussistenza, paura della povertà, dell’isolamento, del fallimento. Una forma molto insidiosa di paura è quella che si maschera come buon senso o addirittura saggezza, condannando come sciocchi, inconsulti, insignificanti o velleitari i piccoli atti di coraggio quotidiani che contribuiscono a salvaguardare la stima per se stessi e la dignità umana. Non è facile per un popolo condizionato dai timori, soggetto alla regola ferrea che la ragione è del più forte, liberarsi dai debilitanti miasmi della paura. Eppure, anche sotto la minaccia della macchina statale più schiacciante, il coraggio continua a risorgere, poiché la paura non è lo stato naturale dell’uomo civile.”

Ma a distanza di 68 anni anche quest’anno ci corre obbligo rilevare che quest’odio, questa paura, questa violenza non sono state affatto superate, anzi se ne constata un sensibile incremento.

Allora, a nostro avviso, dobbiamo ripetere a noi stessi che la MEMORIA HA SENSO SOLO SE ILLUMINA IL PRESENTE, affinchè tutte e tutti si possa gridare a gran voce MAI PIU’.

Per il nostro specifico ambito (la comunità transessuale, lesbica, omosessuale) riteniamo doveroso ricordare quanti paesi ancora applicano pene severissime avverso questa comunità, la sua affettività, noi stessi, negando ogni tipo di relazione che possa unire persone a noi riconducibili.

Non possiamo dimenticare che in Uganda, dove lo scorso anno David Kato venne assassinato a martellate reo solo di essere gay, oggi viene proposta una legge denominata KILL THE GAYS BILL e che la promotrice di questa odiosa legge è stata recentemente ricevuta dal Vaticano come da noi denunciato pubblicamente.

Ma all’Uganda seguono tante, purtroppo troppe, altre nazioni sparse in diversi continenti, persino nella nostra vecchia e “civile” Europa, riferendoci segnatamente alla Russia e alla Ungheria, dove in questi giorni i rispettivi parlamenti stanno deliberando o hanno già deliberato misure chiaramente repressive nei confronti della popolazione transessuale-lesbica-omosessuale.

Allora, ieri come oggi, ricordiamo le vittime dell’omofobia-transfobia, ricordiamo le tante, troppe donne vittime di femminicidio, ricordiamo la violenza che viene perpretrata non solo fisicamente ma anche attraverso messaggi subliminali, leggi inique, il disagio sociale prodotto da sistemi finanziari ed economici in disprezzo della dignità e dei valori umani, la distruzione sistematica dell’ecosistema, la violazione della natura, la privazione di un futuro dignitoso a chi verrà dopo di noi.

Ecco, dunque, in questo contesto ha un significato e un valore fondante la memoria di ciò che avvenne 68 anni fa, ma che oggettivamente è sempre avvenuto nel corso di tutta la storia dell’umanità sin da sempre, sin dal primo fratricidio Caino-Abele, perchè ahinoi questa è la storia dell’uomo.

A noi resta il dovere assoluto, l’imperativo categorico, di ricordare, di interiorizzare questa memoria e fare si che essa produca ciò per cui noi oggi ci battiamo: la libertà che per essere autentica deve prima essere interiore, libertà da pregiudizi, integralismi, fondamentalismi, libertà di sentimenti, di espressioni, di vita secondo le rispettive nature, libertà di avere e vivere una vita dignitosa e felice in armonia con la restante umanità senza distinzione di sorta e in armonia con l’ambiente circostante.

E, concludendo, con la memoria rivolta a 68 anni addietro e la mente rivolta all’oggi e al domani, ci piace ribadire:

C’E’ SEMPRE QUALCOSA CHE VOLA PIU’ IN ALTO DI CERTE BRUTTURE, CHE DA LORO NON SI LASCIA IMBRIGLIARE, E CHE AD ESSE SOPRAVVIVE.

ANPI CATANIA condivide e fa proprio il documento e collabora con arcigay che sarà presente il 25 gennaio all’iniziativa anpi per la giornata della memoria.

Catania 25 e 26 gennaio due iniziative per non dimenticare: GIORNATA DELLA MEMORIA e IMMAGINA CHE IL LAVORO

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