Muos: discussione all’Ars. Per il Comitato NoMuos golpe del governo nazionale da:zenzero quotidiano scritto da Patrizia maltese

Muos: discussione all’Ars. Per il Comitato NoMuos golpe del governo nazionale

Grazie alle mobilitazioni del Coordinamento regionale NoMuos – i cui attivisti insieme agli abitanti di Niscemi da una cinquantina di giorni sono in presidio permanente in contrada Ulmo nei pressi della stazione di telecomunicazioni militari Usa per impedire il transito dell’autogru della ditta Comina Srl e dei mezzi incaricati dell’installazione delle tre parabole micidiali per la salute delle persone e per l’ambiente, oltre che una terribile arma di guerra nel Mediterraneo – è in corso da circa un’ora il dibattito all’Assemblea regionale siciliana.
In discussione una mozione presentata da quattro deputati del Pd per impegnare il Governo regionale ad “adottare ogni utile iniziativa finalizzata alla revoca delle autorizzazioni rilasciate per l’inizio dei lavori di realizzazione del sistema Muos”.
Analoga richiesta ha avanzato il grillino Francesco Cappello, mentre il capo dell’opposizione, Nello Musumeci, ha accusato l’esecutivo di essere “omertoso” sulla vicenda e ha definito il presidente della Regione, Rosario Crocetta, “omissivo perché a fronte di elementi che avrebbe dovuto suggerire prudenza ha preferito fare il faro temporeggiatore”.
Appena ieri era arrivata la risposta violenta e arrogante alle manifestazioni di protesta da parte del governo nazionale che, attraverso il Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, aveva fatto sapere di aver individuato quel sito come “d’interesse strategico per la difesa nazionale e dei nostri alleati”.
Alla Cancellieri ha risposto il Coordinamento NoMuos con un comunicato nel quale la decisione del governo Monti viene definita “un vero golpe politico istituzionale”.
Per i NoMuos, infatti, “con questo atto si apre la strada alla repressione manu militari della crescente mobilitazione delle popolazioni e dei comitati No Muos che da tempo si oppongono all’installazione del devastante sistema di morte delle forze armate USA e alla militarizzazione dei nostri territori”.
La nota continua affermando che “secondo il ministro Cancellieri il modo migliore per affrontare una drammatica vicenda che da decenni ha stuprato la riserva Sughereta, danneggiato la nostra salute e contribuito a compiere crimini di guerra contro l’umanità sarebbe quello dell’uso dell’esercito in funzioni di ordine pubblico e per reprimere la legittima protesta popolare. La ministra ‘tecnica’ di un governo ormai dimissionario – a 45 giorni circa dal rinnovo del parlamento – sceglie di violare apertamente la Costituzione (art.11) che ripudia la guerra, impedendo che si accertino nelle sedi istituzionali le innumerevoli violazioni di legge nelle procedure di autorizzazione. E lo fa utilizzando una norma di stampo autoritario-fascista, forse nell’estremo tentativo di impedire che le mobilitazioni popolari contro il Muos crescano ancora di più, consolidando anche nel martoriato Sud un nuovo fronte di Resistenza come in Valsusa con il movimento NoTav”.

Uno ‘stolpersteine’ per il partigiano Tabarini, ANPI Aurelio Cavalleggeri partecipa a ‘Memorie d’inciampo a Roma’ da:anpi provinciale di Roma e del Lazio

 
Una “pietra d’inciampo” verrà posta alla Memoria del partigiano Galliano Tabarini davanti alla sua abitazione, Martedì 15 gennaio 2012 alle ore 8,30 in Via Nicolò III n.8 (vicino la Stazione S. Pietro)

La Sezione territoriale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) Aurelio Cavalleggeri partecipa alla IV edizione di ‘Memorie d’inciampo’ per tenere viva, alla luce dei valori democratici ed antifascisti della nostra Carta Costituzionale, la memoria di quanti agirono concretamente per la rinascita democratica del nostro Paese prendendo parte attiva alla Resistenza che si sviluppò, in Italia a partire dall’8 settembre del 1943 sino al 25 Aprile del 1945.

 

Tra questi Partigiani molti furono quelli che, agli ideali della Resistenza, sacrificarono la loro vita. Tra loro, alcuni erano residenti sul territorio del XVIII Municipio del Comune di Roma, e tra questi Galliano Tabarini.

 

Con l’intento di ricordarli tutti, attraverso la storia di uno di loro,  la Sezione ha organizzato l’evento pubblico assieme all’ANED (Associazione Nazionale ex Deportati), all’ANEI (Associazione Nazionale ex Internati), alla Federazione delle Amicizie Ebraico Cristiane Italiane, alla Fondazione CEDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), al Museo Storico della Liberazione di Via Tasso, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

 

All’evento sarà presente l’artista austriaco Gunter Demnig, autore del progetto “Stolpersteine”progetto “Stolpersteine”, che dal 1993 ha installato in vari Paesi europei centinaia di pietre in memoria delle vittime del nazismo.
Galliano Tabarini (1896- 1944)
Nasce ad Urbino, il 25 Febbraio del 1896. Si trasferisce a Roma il 7 Gennaio del 1924, con residenza in Via Nicolò III, 8, ed è immediatamente segnalato dalla Regia Sottoprefettura di Urbino, quale “accanito comunista”.  Era già stato arrestato il 3 Marzo del 1915 per “attività sovversiva”, in quanto militante socialista, ma era stato assolto.
Il 2 Dicembre del 1942 viene arrestato ancora una volta per  aver dato vita – con altri compagni di fede – al gruppo autonomo “Scintilla”. Tabarini, secondo la Polizia fascista “aveva incarico di servire di collegamento fra gli elementi del gruppo ed altri rimasti fuori dell’Organizzazione”. Arrestato nuovamente, il 19 Dicembre del 1943, viene denunciato al Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, per “propaganda ed organizzazione comunista”.
Detenuto nel Carcere di Regina Coeli, il 4 Gennaio del 1944, viene prelevato – insieme ad altri 291 detenuti – e trasportato alla Stazione Tiburtina dove i 292 detenuti sono caricati su di un convoglio ferroviario. Il treno – composto di 10 carri ferroviari – inizia un viaggio durato nove giorni, con una sola sosta nel Campo di concentramento di Dachau e destinazione finale il Campo di sterminio di Mauthausen, dove giunse il 13 Gennaio 1944.
Così si legge – al riguardo – in un Fonogramma della Questura di Roma, inviato il 5 Gennaio ’44, al Comando delle Forze di Polizia ed alla Direzione Generale di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno:
“Alle ore 20,40 di ieri dallo Scalo Tiburtino è partito treno numero 64155 diretto a Innsbruck con a bordo n. 292 individui, rastrellati tra elementi indesiderabili, i quali, ripartiti in dieci vetture, sono stati muniti di viveri per sette giorni. Il treno sarà scortato fino al Brennero da 20 Agenti di Pubblica Sicurezza ed a destinazione da un Maresciallo e 4 militari della Polizia Germanica. Durante le ultime 24 ore sono stati rastrellate dalla locale Questura, a scopo preventivo, n. 162 persone.”.
Tabarini, immatricolato insieme con altri 256 deportati con il numero 42203, muore il 29 Novembre del 1944 nel Castello di Schloss Hartheim, una dipendenza del Campo principale di Mauthausen, nel quale venivano effettuati sui deportati pseudo esperimenti medici
Nel 1948, i militanti della Sezione “Porta Cavalleggeri”, del Partito Comunista Italiano gli dedicano una targa commemorativa, che così recita:  “Tabarini Galliano, militante nel Partito dal 1921, perseguitato nel ventennio fascista, arrestato dai nazifascisti il 19 Dicembre del 1943 e deportato a Mauthausen, dove decedeva il 29.11.1944. Il suo sacrificio ci sia sempre di esempio e di monito. 5.12.1948”.

Anomalie nei conti di alcuni gruppi parlamentari all’Ars da:zenzero quotidiano di Patrizia Maltese

Anomalie nei conti di alcuni gruppi parlamentari all’Ars

C’è qualcosa che non torna nei conti degli ex capigruppo all’Assemblea regionale siciliana di Pd, Pdl, Mpa e Pid, Antonello Cracolici, Giulia Adamo, Francesco Musotto e Rudy Maira.
E’ quanto ritiene la Guardia di finanza che da mesi indaga su delega della procura di Palermo sulle spese dei gruppi politici dell’Ars e che ha presentato un rapporto in cui denuncia alcune anomalie.
Secondo quanto riferisce l’edizione palermitana di Repubblica, il più spendaccione sarebbe Musotto, che avrebbe speso circa 45.000 euro senza giustificazione anche se sostiene di averli dati per la campagna elettorale a Raffaele Lombardo che a sua volta smentisce.
Alla Adamo invece evidentemente il suo stipendio da parlamentare regionale non consentiva il lusso e così ha dovuto prendere dai soldi del gruppo 1.690 euro da spendere in gioielleria; analogo ragionamento per Maira che avrebbe acquistato un’auto e anche lui smentisce e sostiene che la vettura appartenga al gruppo.
Infine il gruppo di Cracolici (che fu uno dei principali sostenitori dell’appoggio al governo di Raffaele Lombardo) i soldi – 2.500 euro – li avrebbe usati per comprare il regalo di nozze per un’impiegata: soltanto un anticipo – sostengono dal Pd – che poi i parlamentari avrebbero restituito.
Dopo la segnalazione delle Fiamme gialle, la procura dovrà decidere se iscrivere i politici nel registro degli indagati oppure disporre un supplemento di indagine.