“La storia dei sette fratelli Cervi fucilati insieme dieci anni fa ” di Italo Calvino Pubblicato sul supplemeto al n. 1 del 3 / 1 / 1954 del quindicinale “Patria Indipendente”

 

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No al Muos: oggi la manifestazione regionale a Niscemi

Scritto da Patrizia Maltese il 8, dic, 2012 in Ambiente, Mafie, Politica, Primo Piano

No al Muos: oggi la manifestazione regionale a Niscemi

E’ il giorno della manifestazione regionale contro il Muos indetta per il primo pomeriggio a Niscemi dal coordinamento dei Comitati NoMuos, i cui attivisti – insieme alla popolazione della cittadina nissena – da settimane sono mobilitati per impedire il passaggio dei tir che trasportano la gru da usare per il montaggio delle parabole assassine, che provocheranno in tutta l’area tumori e devastazione ambientale e serviranno a rendere ancora più perfetta e micidiale la guerra.
A questa preoccupazione nei giorni scorsi, durante la chiusura per lavori dell’aeroporto catanese di Fontanarossa e l’uso di Sigonella per i voli civili, si è aggiunto anche il timore delle conseguenze che questo avrebbe potuto avere a causa della “contiguità dei voli dei micidiali droni (aerei senza piloti), che ininterrottamente – denunciano i pacifisti – hanno continuato le loro missioni di guerra e di morte”.
Il no alla guerra, la tutela della salute e dell’ambiente sono infatti i tre temi che entrano in questa vicenda dalla quale emerge chiaramente la militarizzazione che per decenni gli Stati uniti hanno operato in Sicilia attraverso le loro basi usate per le guerre neocoloniali, espropriando i siciliani della loro sovranità popolare. Una delle ragioni, questa, che ha spinto gli attivisti anche a sollecitare un intervento del presidente della Regione, Rosario Crocetta, al quale hanno chiesto espressamente di revocare le autorizzazioni e di essere ascoltati. Nessuna risposta, però, dal presidente sedicente rivoluzionario che pure in campagna elettorale – ricordano i NoMuos – si era espresso contro il progetto ma già all’indomani dell’elezione “è rimasto sordo davanti alla richiesta di audizione avanzata dal Coordinamento regionale dei Comitati NoMuos e che a tutt’oggi persevera nell’intento di temporeggiare accampando pretesti per non assumersi le responsabilità della carica che ricopre”.
Quella di oggi – con concentramento alle 14 al campo sportivo di Niscemi, assemblea pomeridiana in piazza Vittorio Emanuele e concerto serale al presidio permanente – è la seconda grande manifestazione contro il Muos, dopo quella del 6 ottobre scorso che ha visto oltre cinquemila persone arrivate da tutta la Sicilia manifestare contro l’installazione del sistema radar che fra l’altro ricade all’interno della riserva naturale della Sughereta, sito di interesse comunitario dove vige il divieto assoluto di costruire.
Nel mezzo c’è stata una serie di iniziative di sensibilizzazione con sit-in e volantinaggi anche all’interno delle principali città siciliane e nei giorni scorsi è stata lanciata una campagna di boicottaggio nei confronti dell’impresa Comina di Piano Tavola (nel catanese), proprio quella che fornisce le autogru necessarie ai lavori di installazione delle parabole e con i suoi tir e i suoi camion opera da mesi all’interno della base americana di Niscemi in contrada Ulmo, rendendosi, “in nome del dio denaro”, – come si legge in una nota dei NoMuos – “complice della creazione di uno strumento di morte e di guerra in terra di Sicilia”.

Catania Calogero fucilato dai nazisti a Cefalonia settembre 1943

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Gianni Caleca nato a Palermo il 28 ottobre 1922 caduto in combattimento a Cefalonia il 18 settembre 1943

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La Palestina osservatore all’Onu: un passo avanti, molto significativo.

NOTAZIONI DEL PRESIDENTE NAZIONALE ANPI
CARLO SMURAGLIA:
► La Palestina osservatore all’Onu: un passo avanti, molto significativo. Anche se
gli effetti, per ora, sono modesti
Evviva! Una buona notizia dall’ONU: la Palestina è stata ammessa, come osservatore,
all’ONU, con la qualifica di “Stato non membro”.
E’ un passo avanti, molto significativo. Anche se gli effetti, per ora sono modesti.
Ma c’è il riconoscimento dell’esistenza di uno Stato palestinese e c’è stata, finalmente, una
larga convergenza di voti, con la solita Europa divisa e con l’Italia concretamente e
positivamente uscita dall’ambiguità.
Checché se ne dica da parte degli scettici, è un passo avanti anche verso la pace,
che alimenta le speranze di qualche duraturo successo.
Purtroppo, la via del riconoscimento completo dell’esistenza di due popoli e di due Stati e
dunque della necessità della convivenza pacifica, è lunga e complicata. Ma ogni passo
positivo, anche se parziale, ha un significato: si può andare avanti sulla via del
riconoscimento dei due Stati, cercando la soluzione in intese cui guardano con fiducia e
speranza tanti popoli. E’ anche, speriamo, un messaggio inequivocabile nei confronti dei
guerrafondai e dei seminatori di guerra e di odio. Quella strada  produce solo lutti ed orrori
ed allontana, anziché avvicinare, il processo di pace.
Per questo, sono personalmente molto contento di questa notizia; e come
cittadino italiano sono felice anche del fatto che, dopo tante esitazioni che si sono
protratte fino alle ultime ore prima del  voto, il nostro Paese abbia assunto una
posizione precisa e positiva: che non mette in discussione né i rapporti con Israele
né quelli con gli USA; e ci unisce a tanti altri Paesi in una comune speranza di
pace.
Confidiamo davvero che questo  auspicio si avveri presto  e soprattutto senza ulteriori
tragedie. E’ vero che le reazioni del Presidente del Consiglio di  Israele non sono state
confortanti; ma, come ho detto, il cammino non è e non sarà agevole, ma deve proseguire in
avanti.  4
E c’è sempre la speranza che la rigida posizione americana riesca finalmente ad addolcirsi,
perché questo sarebbe davvero un fatto decisivo.anpinews

A Messina l’ANPI trova casa in un edificio confiscato alla mafia:

 

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una sede per
lavorare, per rafforzare la democrazia e la civiltà e per contribuire a combattere
un male che da troppo tempo il nostro Paese si trascina ed al quale troppo spesso
è stato lasciato uno spazio di manovra eccessivo
Credo sia meritevole di segnalazione il fatto che a Messina, un edificio confiscato alla mafia,
sia stato destinato a finalità sociali, e in  questo ambito sia stata assegnata una stanza
all’ANPI provinciale di Messina. Il fatto è da segnalare per due ragioni, altrettanto importanti.
La prima è che, ogni volta che un bene della mafia viene confiscato e destinato a scopi
pubblici e sociali, è una piccola vittoria, perché la lotta contro la mafia si fa in tanti modi e si
deve fare sempre di più a tutto campo, ma un momento non secondario è anche quello della
confisca dei beni e della loro destinazione. La mafia ci tiene molto ai valori simbolici;
ma lo Stato non deve essere da meno e deve anche puntare sulla caduta della
“credibilità” di cui spesso la mafia si ammanta. Per questo, il fatto che si confischino
molti beni, in varie parti d’Italia e che di essi si faccia un utilizzo sociale ha un valore
simbolico e al tempo stesso concreto. Lo Stato deve dimostrare, agli occhi di tutti, di essere il
più forte, e dunque in grado di debellare questa piaga sociale, economica e politica che è la
criminalità organizzata. La seconda ragione di soddisfazione sta nel fatto che l’ANPI
di Messina trovi “casa” proprio in una  sede già appartenuta alla mafia; perché
quella sede servirà per lavorare, per rafforzare la democrazia e la civiltà e per
contribuire a combattere un male che da troppo tempo il nostro Paese si trascina
ed al quale troppo spesso è stato lasciato uno spazio di manovra eccessivo.
Tra i compiti dell’ANPI c’è anche quello del ripristino della legalità e quindi anche quello della
lotta alla mafia, che di quella legalità è, per definizione, nemica. L’ANPI deve dimostrare, con
i suoi atti e le sue iniziative, che non affidiamo solo allo Stato il compito di combattere questa
“guerra”, con gli strumenti delle Forze dell’ordine e della Magistratura, ma riteniamo
impegnati tutti i cittadini a contribuire, con una partecipazione convinta ed effettiva, a
risolvere questa questione davvero nazionale, che affligge ormai quasi ogni luogo del Paese.
Ai compagni di Messina, che hanno partecipato  all’iniziativa di “presentazione” di questo
importante evento avvenuto  il 1 dicembre, con la partecipazione del Vice Presidente
nazionale dell’ANPI Alessandro Pollio Salimbeni, l’augurio di poter compiere, in quella sede,
un ottimo e proficuo lavoro, per il bene comune. Non saranno soli, perché tutta l’ANPI sarà,
almeno simbolicamente, con loro.

messaggio del Coordinamento Nazionale delle Donne dell’ANPI per il 13° anniversario della scomparsa di Nilde Iotti

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“Nell’anniversario della Sua scomparsa, vogliamo ricordare alle donne italiane e in particolare
alle giovani, NILDE IOTTI, straordinaria  e umanissima figura  di donna, partecipe
nell’Assemblea Costituente della nascita della  nostra Costituzione, prestigiosa esponente,
come parlamentare e come Presidente della Camera dei Deputati, delle nostre istituzioni
democratiche e della vita politica italiana, protagonista di tante battaglie delle donne per i
propri diritti. Vogliamo ricordarLa anche come donna tra le donne, coerente, coraggiosa e
ferma nella difesa dei propri sentimenti e affetti più cari. Per tutto questo, per noi donne
antifasciste e democratiche, Nilde Iotti è, e resta, soltanto e semplicemente “Nilde” e in Lei ci
riconosciamo. Per tutto questo, come Coordinamento nazionale delle donne dell’ANPI
abbiamo scelto di dedicare a Lei il nostro progetto “Donne, antifascismo e democrazia: dalla
memoria al futuro” e nel Suo nome, in quanto componente dei Gruppi di difesa della donna e 3
interprete fedele dei valori  e delle battaglie delle donne partigiane, rinnoviamo il nostro
impegno antifascista, civile e democratico”.
Il Coordinamento Nazionale Donne dell’ANPI
4 dicembre 2012

“I diritti fondamentali nella Costituzione Italiana”: il 10 dicembre a Cagliari convegno organizzato dal Comitato Provinciale ANPI. Interverrà il Presidente Nazionale, Carlo Smuraglia

Nell’ambito delle iniziative promosse da diverse associazioni tra le quali l’ANPI e dedicate al
“mese dei diritti”, si terrà lunedì 10 Dicembre – in coincidenza con il 70° anniversario  della
dichiarazione dei diritti umani delle Nazioni Unite – l’iniziativa conclusiva curata dal Comitato
Provinciale ANPI che avrà per tema “I diritti fondamentali nella Costituzione italiana”.
L’evento – patrocinato, tra gli altri, dalla Regione Sardegna, dalla Provincia di Cagliari e dalla
Fondazione Banco di Sardegna – si svolgerà, dalle ore 9.00, nella sala del Consiglio
Provinciale del Palazzo Regio in Piazza Castello a Cagliari.
Interverranno:  Angela Quaquero, Presidente della Provincia di Cagliari, il Prof.  Andrea
Pubusa, e il Presidente Nazionale dell’ANPI, Carlo Smuraglia. E’ prevista, inoltre, la lettura
di alcuni articoli della Costituzione da parte degli studenti degli Istituti Superiori.

Il 12 Dicembre manifestazione pubblica a Milano per il 43° anniversario della strage di Piazza Fontana

Mercoledì 12 dicembre si terrà a Milano, in Piazza Fontana, a partire dalle ore 16.30 – su
iniziativa del Comitato permanente antifascista contro il terrorismo e per la difesa dell’ordine
repubblicano –  la manifestazione pubblica in occasione del 43° anniversario della strage. Si
legge nel comunicato: “Il 12 dicembre del 1969 una bomba ad alto potenziale e di chiara
matrice neofascista esplodeva nella Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano provocando 17
morti e 84 feriti. Fu l’inizio della strategia della tensione e il preludio alla stagione del
terrorismo e dell’eversione in Italia. Nonostante numerosi processi e diverse sentenze,
nonostante i colpevoli siano stati chiaramente  individuati, per questa strage nessuno ha
pagato. A 43 anni dalla strage, il Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo e per
la difesa dell’ordine repubblicano, d’intesa con i Familiari delle Vittime promuove una serie di
iniziative non solo per rendere il doveroso tributo di memoria ai caduti, ai feriti ed ai familiari,
ma anche per riflettere su una vicenda che presenta ancora troppi lati oscuri, anche per ciò
che attiene al ruolo svolto da apparati deviati dello Stato.
Vogliamo verità e giustizia, vogliamo che si aprano tutti gli armadi e si svelino tutti i segreti,
anche per essere certi che queste tragiche vicende non possano verificarsi mai più. Alle
iniziative in programma sono vivamente invitati a partecipare tutti i cittadini”.
Il programma prevede:
Piazza Fontana
 Ore 16,30 appuntamento con i Gonfaloni dei Comuni, e le bandiere delle Associazioni
Partigiane.
 Ore 16,37 deposizione delle corone alla presenza delle Autorità
 Ore 17,00 proiezione di un documentario sulla strategia della tensione
 Ore 17,30 interventi di:
1. Carlo Arnoldi, Presidente “Associazione Vittime di Piazza Fontana”
2. Onorio Rosati, Segretario Generale della CGIL di Milano
3. Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale dell’ANPI  2
 Presenta: Roberto Cenati, Presidente del Comitato Provinciale ANPI di Milano
Sala Orlando del Palazzo Castiglioni dell’Unione Commercianti Corso Venezia 47
 Ore 19,30 concerto dedicato al 43° anniversario della strage
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazioni: tel. 0286998866 e-mail: info@eventistudio.it

ANPInews n. 55 – 27 novembre/4 dicembre 2012 Periodico iscritto al R.O.C. n.6552

anpinews

 
► Domenica 2 Dicembre l’ANPI consegnerà “simbolicamente”
alla Regione Emilia-Romagna i  fondi raccolti per le zone
terremotate
Presso la Casa dei popoli di Casalecchio di  Reno (BO), domenica 2  dicembre alle 12.30,
l’ANPI – nella persona del suo Presidente Nazionale,  Carlo Smuraglia, consegnerà
simbolicamente alla Regione Emilia-Romagna – rappresentata dalla Vice Presidente
Simonetta Saliera – i fondi raccolti per le zone terremotate durante la Festa Nazionale
dell’Associazione (Marzabotto 14/17 giugno 2012)  ammontanti a 20.050 euro  e già
versati.
Ha dichiarato lo stesso Carlo Smuraglia:
“Abbiamo finalmente tirato le somme di quanto raccolto a Marzabotto in occasione della
nostra Festa nazionale, in favore delle zone terremotate dell’Emilia-Romagna e il risultato, in
tempi di magra e considerando che il nostro “popolo” non appartiene alla categoria dei ricchi
(magari evasori) è soddisfacente.  Al di là della cifra, raggiunta con versamenti di
singoli, di Comitati Provinciali ANPI e di Sezioni, è significativo e importante il
fatto che la solidarietà, che abbiamo mostrato anche con l’incontro a Marzabotto
con tre Sindaci di Comuni particolarmente colpiti, si è manifestata non solo con
una partecipazione attenta, solidale ed affettuosa a quell’incontro, ma anche nel
modo tangibile di cui ho detto. E’ l’occasione, in ogni caso, per ringraziare, di cuore, tutti
quelli che hanno ritenuto di contribuire”.
L’iniziativa e’ organizzata dalla Sezione  ANPI  di Marzabotto in collaborazione con l’ANPI
Nazionale. 2
NOTAZIONI DEL PRESIDENTE NAZIONALE ANPI
CARLO SMURAGLIA:
► Segnalo due significative e unitarie iniziative antifasciste, una a Treviso, l’altra
a Catania
Desidero segnalare due iniziative antifasciste di particolare rilievo, non perché siano isolate
(ché anzi c’è tutto un fiorire di manifestazioni in tutta Italia), ma perché è significativo il
tipo di scelta unitaria che si è fatto in entrambi i casi.
A Treviso, l’ANPI e l’Associazione volontari della libertà hanno posto all’attenzione di tutta la
cittadinanza la grave situazione  determinata  dalla recrudescenza di  episodi di violenza
neofascista e di manifestazioni fasciste in tutta Italia, nonché dalla tolleranza (se non, in
alcuni casi, addirittura di connivenza) manifestata da parte di amministrazioni locali di
centrodestra; di conseguenza, le due Associazioni hanno deciso di promuovere una
manifestazione unitaria pubblica, per sensibilizzare gli indifferenti e i “distratti” e per dare una
prima risposta a quanti ritengono insopportabili le  continue manifestazioni di apologia del
fascismo e si chiedono fino a quando si dovrà tollerare tutto questo. La manifestazione è
stata indetta per il 15 dicembre e si concreterà in un corteo, con conclusione in una piazza
cittadina.
L’elenco di Associazioni, Enti, Sindacati, Partiti che hanno dato la loro adesione è vastissimo
(ISTRESCO, ARCI, LIBERA, CGIL, CISL, UIL, Rete studenti medi, Partito democratico, Partito
dei comunisti italiani, Rifondazione Comunista, SEL, UDC, PSI, Giovani democratici, Arci
Lesbica, Un’altra Treviso, ecc.).
Il titolo è altrettanto significativo: “Contro il fascismo, l’unità della Resistenza”. E’
proprio questo aspetto largamente unitario e questo sforzo di richiamare
all’attenzione e all’impegno non solo  gli organismi democratici, ma anche i
cittadini, che vanno sottolineati in modo particolare. Ed è ovvio l’augurio che la
manifestazione riesca bene e sia in grado di coinvolgere gran parte della città: ce n’è davvero
bisogno.
A Catania, di fronte al progetto di dedicare una strada ad Almirante, si è costituito un
Comitato  antifascista per dire “no alla strada Almirante a Catania” e ribadire che “la memoria
è viva”. L’elenco dei promotori è così ampio che è impossibile riprodurlo tutto: basterà
ricordare alcune  delle componenti del Comitato, a partire  da ANPI, ARCI, Catania Città
aperta, CGIL, Città insieme, FGCI, FIOM, LIBERA, Movimento studentesco catanese, Partito
democratico, Partito dei comunisti italiani, Rifondazione comunista, SEL, Socialismo 2000,
UDI e tanti altri; oltre a numerosissime adesioni individuali.
Anche in questo caso, l’intento unitario è evidente, così come la volontà di non
limitarsi ad una manifestazione, ma  di svolgere un’attività permanente (per
questo si è costituito appositamente un  Comitato antifascista), almeno fino a
quando il progetto non verrà abbandonato. Due iniziative che ritengo di 3
segnalare, proprio perché indicano la strada giusta, quella di un impegno unitario,
non occasionale ed episodico, ma destinato ad assumere connotati continuativi.
Ribadisco che so perfettamente di tante iniziative che si stanno svolgendo in tutta Italia, e
non penso minimamente di sottovalutarne l’importanza; anzi, ritengo estremamente
importante che la  mobilitazione sia generale e diffusa, altrimenti questi neofascisti
diventeranno sempre più arroganti. Ma bisogna contemporaneamente mobilitarsi nei
confronti delle Istituzioni, affinché ognuna di esse faccia il suo dovere, come imposto dalla
Costituzione. E’ sotto gli occhi di tutti la sottovalutazione, l’indifferenza, vorrei dire
la rassegnazione con cui viene accolta questa recrudescenza di manifestazioni, da
parte degli  organi di governo, centrali, e periferici. Bisogna svolgere un’azione
profonda e continuativa per democratizzare le strutture dello Stato e far capire
che antifascismo e democrazia sono termini indissolubili; e mi fermo qui perché
voglio affrontare, su questi temi, un altro tipo di riflessione, a proposito dei recenti cortei
romani di Casa Pound.
► Il corteo di Casa Pound a Roma: come si può definire una “vittoria della
democrazia” veder sfilare per Roma coloro che si richiamano ad un passato che
non può essere motivo di esaltazione ed anzi deve considerarsi estraneo ai valori
conclamati dalla nostra Costituzione?
Sabato scorso ci sono state, a Roma, diverse manifestazioni di studenti, di docenti, di
antifascisti; e c’è stato anche un corteo (autorizzato, con limitazioni di percorso) di Casa
Pound.
Tutto si è svolto senza incidenti; e grande è stata la soddisfazione di tutti noi, così come
grandi erano state le preoccupazioni della vigilia, giustificate da recenti episodi.
Ma ciò che mi colpisce particolarmente  è la dichiarazione del Ministro degli
interni, “Oggi ha vinto la democrazia”. Io capisco la soddisfazione, ma che sia
stata una vittoria della democrazia, c’è da dubitarne.
E’ vero che le manifestazioni e i cortei per la scuola, cui hanno partecipato studenti,
professori, sindacati ed altri movimenti, sono andate bene, forse anche perché la polizia si è
mostrata meno pronta ad intervenire con la forza, anche quando non era necessaria e
quando, soprattutto, non avrebbe dovuto trovare  spazio una ingiustificata violenza. E’ vero
che il presidio antifascista organizzato dall’ANPI di Roma e da altre associazioni, per
protestare contro le manifestazioni di Casa Pound, si è svolto serenamente e senza incidenti.
Ma è vero anche che abbiamo dovuto subire la sfilata per Roma (per fortuna, solo fino a
Ponte Milvio)  di Casa Pound, di cui sono ben note le “esibizioni” di forza recenti. Ed è vero
ancora che costoro si definiscono “i fascisti del terzo millennio” e che un loro capo,
intervistato dai giornali, ha detto di richiamarsi alla “filosofia di Mussolini”. Quale sia stata,
questa filosofia, lo sappiamo bene; così come ne conosciamo i dolorosissimi, tragici, effetti.
E’ dunque, davvero, una “vittoria della democrazia” veder sfilare per Roma coloro
che si richiamano ad un passato che non può essere motivo di esaltazione ed anzi
deve considerarsi estraneo ai valori conclamati dalla nostra Costituzione?
Ed è conciliabile con la democrazia il fatto che si autorizzino cortei del genere, con
quei richiami e quelle caratteristiche, mentre l’organo supremo della nostra
giustizia, la Corte di Cassazione, considera reato il fatto di esporre simboli fascisti 4
e di fare il saluto romano? Io credo  di no ed anzi penso che ci sia una
contraddizione stridente, che in uno Stato democratico non dovrebbe verificarsi.
Ci dicono che anche in Grecia  ci sono state e ci sono manifestazioni del genere e che un
gruppo manifestamente fascista (Alba Dorata) è riuscito ad entrare addirittura in Parlamento
(col voto di una parte di cittadini, è vero, ma anche col “passo dell’oca”, di infausta
memoria). A prescindere dal fatto che un Paese libero e democratico non dovrebbe ispirarsi
alle esperienze peggiori di altri Paesi, il fatto è che la Grecia è un Paese allo sbando, per
tante ragioni, ma soprattutto per la gravissima crisi economica che lo colpisce e l’inutile
rigore di una parte dell’Europa,  chiaramente cieca di fronte agli insegnamenti della storia.
Come sempre, gli estremisti di destra escono  allo scoperto, in periodi di crisi; e questo è
accaduto anche in Grecia, ma non si tratta di un nobile esempio da imitare. Semmai,
dobbiamo esser vicini ad un popolo che soffre una crisi che non ha determinato e non essere
troppo comprensivi con aperte manifestazioni fasciste di chi vuole approfittare della crisi.
Ancora una volta, la richiesta che rivolgiamo a questo Governo e che rivolgeremo
al Governo che gli succederà, è di chiarire da che parte sta, se da quella dei valori
costituzionali, antifascisti e democratici, o da quella degli indifferenti, che non
conoscono quanto male può nascere da questi rigurgiti del passato e non sanno
ragionare se non in termini di ordine pubblico. E’ possibile che un Governo
democratico si limiti a rallegrarsi perché  non è successo niente,  non considerando la
contraddizione di cui ho parlato e la necessità di uscirne? In fondo, a Roma, cosa si è fatto?
Si è limitato il percorso del corteo per evitare  incidenti e scontri; cioè ci si è preoccupati
dell’ordine pubblico.  Ma davvero l’ordine costituzionale è un valore di secondo
livello, di cui non c’è motivo di preoccuparsi? Davvero il valore dell’antifascismo è
separabile da quello della democrazia?
Sono questi silenzi o, peggio, queste cattive interpretazioni della realtà che ci preoccupano e
ci inducono ad impegnarci di più; perché è chiaro che non riusciremo ad aver quel successo
definitivo, in questa materia, che un Paese nato dalla Resistenza merita e rivendica a buon
diritto, fino a quando non saremo riusciti ad ottenere che le strutture dello Stato (tutte, al
centro e in periferia) si adeguino convintamente al dovere di rispetto e di attuazione piena di
tutti i valori costituzionali, compresi quelli  che si identificano in un antifascismo non di
maniera, ma aderente alla nostra storia ed alla nostra Costituzione.
► La violenza alle donne: il fenomeno è gravissimo ma bisogna scavare nel
profondo per riuscire a combatterlo. Possiamo deprecare la violenza e ribadirlo
ancora una volta, con forza; il problema, però, è culturale
Si è celebrata anche in Italia la giornata contro la violenza sulle donne. Forse un po’ distratta
dalle primarie, buona parte della stampa non ha dedicato a questa tematica un’attenzione
che andasse al di là di alcuni dati statistici e alcuni luoghi comuni.
Il fenomeno è gravissimo, in realtà, ma bisogna scavare nel profondo per riuscire a
combatterlo. Si tratta di individuare  (ed estirpare) le radici di una violenza, che non si risolve
in alcuni atti isolati (peraltro, neppure tanto  isolati, visti i numeri,  anche quelli “ufficiali”,
certamente inferiori di gran lunga, rispetto alla realtà, se non pensiamo solo all’omicidio, ma
alle infinite modalità per esercitare violenze fisiche o psichiche  sulle donne), ma trova
spiegazioni spesso assai lontane dal dato contingente e specifico. Noi possiamo deprecare
la violenza e ribadirlo ancora una volta, con forza: il problema, però, è culturale; e 5
la cultura dell’eguaglianza si costruisce con un insieme di informazioni,
comunicazioni, indirizzi, che devono partire – anzitutto – dalla scuola e addirittura
dagli asili. E’ lì che devono essere coltivate le “culture” del rispetto e il culto della dignità e
della libertà della persona; è lì che deve crearsi la convinzione che senza una radicata e
consapevole realizzazione del  principio di uguaglianza un Paese non è e non riesce a
diventare veramente democratico. Ma per questo non è sufficiente il  nostro impegno, ma
occorre che si faccia, da parte degli organi a ciò preposti e in particolare del Governo e del
Parlamento, una vera “politica” in questa direzione.
► Le primarie del Pd: non posso esimermi dal prendere atto, con soddisfazione, di
un importante momento di maturità e di impegno da parte di almeno una quota
rilevante di cittadini
Fedeli alla nostra regola di restare estranei rispetto alle votazioni, politiche, amministrative e
primarie, non commenterò i risultati delle recenti primarie del centro sinistra, peraltro non
ancora concluse, visto che ci sarà un ballottaggio.
Ma non posso esimermi dal prendere atto, con soddisfazione, di un importante momento di
maturità e di impegno da parte di almeno una quota rilevante di cittadini.  Ci stavamo
abituando, purtroppo, all’assenteismo e all’indifferenza; e, invece, abbiamo
ricevuto una grande lezione di democrazia, con la forte partecipazione al voto in
tutta Italia, nonostante qualche disagio, con la creazione di una atmosfera di
partecipazione e di impegno, con la mobilitazione di un esercito di volontari che
ha fatto il possibile perché tutto, alla fine, andasse bene. Certo, è solo una fetta del
popolo italiano, che è andata a votare, e ci tornerà; certo si trattava di primarie di un solo
raggruppamento politico, ma il  significato di fondo, a prescindere da ogni valutazione
partitica, che non ci compete, resta e soprattutto c’è da sperare che si consolidi e si diffonda,
se è vero che la partecipazione – come riteniamo per certo – costituisce il fondamento della