“Ragna-tela”:insieme contro la violenza

Una nuova rete catanese, unita insieme contro la violenza sessista e non solo, ha organizzato, lo scorso 23 Novembre, una fiaccolata in onore del piccolo Davide, il quindicenne suicida di Roma. La fiaccolata fallisce ma i membri della “ragna-tela” restano li per dire comunque “NO” alla violenza.
“Le parole feriscono a morte” questo uno degli slogan dipinto sui diversi cartelloni appesi al collo dei membri della rete catanese “Ragna-tela” che uniti in solidarietà contro la violenza, hanno voluto organizzare una fiaccolata serale, prevista alle ore 20.30 presso piazza Teatro Massimo, il 23 Novembre. Una fiaccolata andata in fumo nell’attesa che arrivasse la partecipazione di tutti coloro che quella sera dovevano mostrare solidarietà nei confronti della violenza sessista e degli atti di bullismo che ancora oggi prendono piede all’interno dei luoghi educativi principali come lo sono le scuole. Erano circa 40 i membri di diverse associazioni e i ragazzi presenti per dire “NO” alla violenza e alla discriminazione. Un numero non di certo positivo considerando che a lottare per queste entità dovremmo essere tutti senza nessuna categoria di età, colore o genere. “Esserci” e “agire” – sono  le due azioni primarie che dovrebbero risollevare gli animi di ognuno di noi davanti a queste tragedie di suicidio, violenza e discriminazione. Uomini e donne, giovani e meno giovani che insieme si uniscono per lottare. Sono queste le fondamenta della rete catanese “Ragna-tela”. “Ci siamo uniti nel Maggio 2012 con lo scopo di riaprire un dialogo con le persone, con la voglia di relazionarsi insieme con tutte le altre associazioni che lottano per gli stessi valori” – hanno dichiarato Alberto Rotondo e Chiara Platania – portavoce della rete catanese – “insieme vogliamo tessere relazioni significative, sia con uomini che con donne, perché la violenza riguarda tutti,  far uscire alle donne quell’energia vitale per fermare questi comportamenti da parte degli uomini e creare una sinergia con essi stessi”- hanno poi aggiunto, Vera Ambra, Simonetta Cormaci e Elena Maiorana, portavoce di diverse associazioni che compongono i “fili” di questa ragnatela. Non fa differenza di genere, la rete catanese che vuole unire uomini e donne per far in modo di destrutturare e ristrutturare i loro pensieri per giungere all’origine di questi atti che spesso portano anche a tragedie come la morte del proprio partner o addirittura dei propri figli. “Circolo Città Futura” una delle associazioni conosciute a Catania, ma non solo. “Amnesty international, Arci catania, Akkuaria, A.N.P.I di Catania, GAPA, Associaz. LOGOS, L.I.L.A” e tanti altri diventano ogni giorno “filo” di questa rete. Sono molteplici le forme di violenze nel mondo come molteplici sono le armi che abbiamo a disposizione per combattere . Una di queste armi è proprio la nostra voce. Di Davide un ragazzino di appena 15 anni si diceva che gay, socialnetwork e giornali hanno evidenziato questo come movente della tragedia appunto l’ennesimo atto di discriminazione. Nei giorni successivi alla tragedia, genitori e amici hanno smentito tutto. Non importa  se lo era o non lo era, viviamo in un’epoca aperta dove l’essere gay o di colore diverso non dovrebbero più essere motivo di scatenamento di atti violenti nei confronti di ragazzini, di donne e uomini adulti. La violenza non ha giustificazione e questo è un messaggio che solo insieme possiamo mandare.
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