testo dell’interrogazione a risposta scritta 4/13077 , in merito ai criminali nazisti condannati in via definitiva per le stragi nazifasciste perpetrate in Italia

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13077

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011

Firmatari

Primo firmatario: GARAVINI LAURA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 05/09/2011

Elenco dei co-firmatari dell’atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma

BENAMATI GIANLUCA PARTITO DEMOCRATICO 05/09/2011
FARINA GIANNI PARTITO DEMOCRATICO 05/09/2011
FEDI MARCO PARTITO DEMOCRATICO 05/09/2011
FIANO EMANUELE PARTITO DEMOCRATICO 05/09/2011
MARIANI RAFFAELLA PARTITO DEMOCRATICO 05/09/2011
PORTA FABIO PARTITO DEMOCRATICO 05/09/2011
TOUADI JEAN LEONARD PARTITO DEMOCRATICO 05/09/2011

Destinatari

Ministero destinatario:

  • MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
  • MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 05/09/2011

Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13077

presentata da

LAURA GARAVINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513
GARAVINI, BENAMATI, GIANNI FARINA, FEDI, FIANO, MARIANI, PORTA e TOUADI. –

Al Ministro della giustizia, al Ministro degli affari esteri.

– Per sapere – premesso che:

a partire dalla metà degli anni novanta, dopo la scoperta del cosiddetto «armadio della vergogna», dove furono occultati 695 fascicoli d’indagine, la procura militare di La Spezia, e successivamente le procure militari di Roma e di Verona, attivarono una serie di procedimenti contro i responsabili di alcuni dei peggiori eccidi compiuti nel corso della seconda guerra mondiale;

una squadra di polizia giudiziaria di madre lingua tedesca venne costituita al fine di risalire, con un lunghissimo lavoro di ricerca negli archivi tedeschi, agli imputati; la proficua collaborazione con le autorità tedesche, ha consentito in quindici anni di sviluppare indagini per centinaia di procedimenti;

sono una trentina le inchieste sugli eccidi compiuti nel nostro territorio dai militari tedeschi ancora aperte e attualmente all’esame delle procure militari di Roma e di Verona:

ad oggi sono otto i criminali tedeschi condannati in via definitiva all’ergastolo per la strage di Sant’Anna di Stazzema (560 vittime) che sono ancora in vita e non scontano la pena; tre quelli per Marzabotto (770 vittime ); uno per gli eccidi di Civitella Val di Chiana, Cornia e San Pancrazio (244 vittime); uno per Branzolino e San Tomè (10 vittime), uno per la Certosa di Farneta (oltre 60 vittime) e uno per Falzano di Cortona (16 vittime);

per i condannati definitivi la magistratura militare ha emesso i relativi mandati d’arresto europeo, che la Germania ha tuttavia respinto in ragione di alcune disposizioni d’ordinamento interno che negano l’estradizione dei cittadini tedeschi condannati, a meno che gli stessi diano il loro espresso consenso;

di fronte ai rifiuti da parte dei tribunali tedeschi di consegnare i condannati, i nostri uffici giudiziari hanno inoltrato al Ministero della giustizia la richiesta di esecuzione della pena in Germania; ad oggi non hanno ricevuto alcuna risposta, lasciando adito al dubbio se siano le autorità tedesche a doversi ancora pronunciare, o se sia il Governo italiano a non avere mai inoltrato le istanze in Germania;

la reclusione in Germania del condannato per la strage di Falzano di Cortona, Josef Scheungraber, è il risultato di un secondo procedimento attivato successivamente dal tribunale di Monaco e conclusosi con una condanna definitiva tedesca;

la procura di Stoccarda, diversamente da quanto accaduto alla procura di Monaco, ha fermamente rifiutato l’avvio di un procedimento contro alcuni tra i responsabili della strage di Sant’Anna di Stazzema;

dopo che con una sentenza del 2008 la Corte di cassazione ha condannato la Germania a risarcire i parenti delle vittime della strage di Civitella, Cornia e San Pancrazio, un portavoce del Ministero degli esteri tedesco ha dichiarato che «non è possibile» un risarcimento a «singole persone», come espresso nella decisione della Cassazione, in quanto nella circostanza in questione vige «il principio internazionale dell’immunità degli Stati»; la Germania ha successivamente aperto un contenzioso davanti alla Corte internazionale di Giustizia dell’Aja;

durante il vertice bilaterale italo-tedesco che si è svolto a Trieste il 18 novembre 2008, la Germania ha riconosciuto pienamente «le sofferenze indicibili inflitte a uomini e donne italiane» durante la Seconda Guerra Mondiale, l’Italia, a sua volta, ha dichiarato di «rispettare la decisione della Germania di rivolgersi alla Corte internazionale di Giustizia per ottenere una decisione sul principio di immunità dello Stato»;

le autorità tedesche hanno costantemente dimostrato di considerare il tema della memoria come una priorità etica e civile della Repubblica federale tedesca -:

se il Ministro della giustizia abbia inoltrato alle autorità tedesche le richieste di esecuzione della pena in Germania per i condannati in via definitiva in Italia e, in caso contrario, per quale ragione non abbia ritenuto di procedere in tale senso;

quale azione diplomatica intenda esercitare il Ministro degli affari esteri nei confronti del Governo della Repubblica Federale di Germania affinché, nel quadro della tradizionale amicizia e intesa che caratterizza i rapporti italo-tedeschi, si giunga a una definitiva soluzione delle controversie, con il comune obiettivo di soddisfare l’esigenza di giustizia e di perpetuare la memoria degli eccidi di civili commessi in Italia;

quali ulteriori azioni intenda compiere il Governo per mantenere e sviluppare la memoria delle efferate stragi perpetrate in Italia e per soddisfare le legittime esigenze di giustizia dei familiari delle vittime. (4-13077)

 

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