leggi il numero 20 di Casablanca

Casablanca20

lo stato della Georgia, negli Stati Uniti d’America, ha ucciso Troy Davis.

Troy Davis era stato condannato a morte nel 1991 per l’omicidio dell’agente di polizia Mark MacPhail. Nei 20 anni successivi, erano emersi enormi dubbi sulla sua reale colpevolezza.

Siamo tristi e arrabbiati. I nostri cuori sono agitati. Questa mattina, la Georgia ha ucciso non solo Troy Davis, ma anche la fiducia delle persone nella giustizia penale.

Il giorno prima dell’esecuzione, Troy Davis aveva voluto inviare un messaggio a tutti noi:
La lotta per la giustizia non finisce con me. Questa lotta è per tutti i Troy Davis che sono venuti prima di me e che verranno dopo di me. Sto bene, prego e mi sento in pace. Ma non smetterò di lottare, fino all’ultimo respiro”.

Questa notte siamo stati testimoni di un abuso di potere che ha messo in evidenza un sistema di giustizia privo di umanità, una forza distruttiva e mortale che prova a nascondere, senza riuscirci, i suoi difetti.

Fermiamoci un attimo per rendere onore a Troy Davis e a Mark MacPhail. Poi, mettiamo insieme i nostri sentimenti più duri e difficili e raddoppiamo il nostro impegno per l’abolizione della pena di morte!

 

campagna “Individui a rischio”
Amnesty International – Sezione Italiana

SANITÀ PUBBLICA IN PIAZZA CONTRO LA MANOVRA Fonte: DoctorNews del 16 Settembre 2011.

 

I professionisti della sanità confermano la protesta contro la manovra, approvata in via definitiva dalla Camera, nella manifestazione prevista per il 13 Ottobre 2011 a Roma. “Pur consapevoli del difficile quadro internazionale” si legge nella nota congiunta dell’intersindacale medica, “non possiamo accettare in silenzio inique e pesanti penalizzazioni che, sommate a quelle del 2010 e 2011, fanno dei medici, veterinari e dirigenti del Servizio sanitario nazionale le categorie chiamate a pagare il prezzo più alto, in termini retributivi, previdenziali, normativi e professionali. I nostri continui appelli all’equità dei provvedimenti e alle finalità del sistema in cui operiamo sono caduti nel vuoto e ora ci ritroviamo a fare i conti con misure che mettono a rischio anche la tenuta del sistema sanitario. Ripetere, come è stato fatto, che con la manovra non si è intervenuti sulla sanità, significa dimenticare la sottrazione di 8 miliardi di euro e non comprendere che colpire i professionisti della salute significa contribuire a minare l’intero sistema, la sua credibilità e la sua sostenibilità”. Tra i punti contestati, i sindacati ricordano il contributo di solidarietà, “chiesto ai soli dipendenti pubblici, in spregio a ogni principio costituzionale di eguaglianza dei cittadini davanti al fisco e al carattere progressivo della imposizione, il prolungamento a cinque anni del blocco dei contratti di lavoro e delle convenzioni, con conseguente perdita del 20% del potere di acquisto degli stipendi, il differimento a due anni del Tfr per chi accede al prepensionamento, la proroga della facoltà delle amministrazioni di pensionamento coatto”.