Appello per salvare Kate Omoregbe :


Questo è un appello al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano , per chiedergli di evitare il rimpatrio della donna nigeriana Kate Omoregbe, la giovane è fuggita dalla Nigeria per non essere costretta a sposare un uomo molto vecchio e di soffrire una conversione forzata dal cattolicesimo all’Islam.
In Nigeria si rischia la lapidazione o, almeno, lo sfregio con l’acido dai parenti.
La ragazza è in Italia da alcuni anni, ma ora, è in carcere, in pochi giorni lei . fine il suo periodo di detenzione e deve essere rimpatriati
La ragazza ha chiesto l’asilo politico italiano, ma una risposta positiva da organi governativi, arriveranno forse troppo tardi. Un breve racconto della della storia di Kate Omoregbe: Il giovane nigeriano ha lavorato per quasi 10 anni come badante per anziani, a Roma e in Toscana, e aveva un regolare permesso di residenza in Italia. A Roma, ha condiviso un piccolo appartamento con altre quattro ragazze nigeriane. Una mattina, nel febbraio 2008, mentre era sola, la sua casa … di più

si può firmare in:

http://www.thepetitionsite.com/1/appeal-to-save-kate/

ultima ora

Kate, concesso l’asilo politico

già uscita dal Cie, ora è libera

Il caso della donna nigeriana che, dopo una condanna, rischiava di essere rimpatriata nel suo paese, dove l’attendeva la lapidazione. Il successo della mobilitazione

“scheggia di storia siciliana” n. 80 L’autista di Wojtyla. di Elio Camilleri

 


 

Il 21 novembre 1982, in una Palermo tristissima dove “la speranza dei siciliani onesti” era stata uccisa con il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, arrivò Karol Wojtyla.

Era la prima vota che arrivava in Sicilia e i cristiani buoni e onesti lo accolsero con gioia e si sentirono meno soli e meno disgraziati.

Lui ebbe parole giuste, ferme e piene di coraggio per i malati  dell’Ospedale Civico e per gli operai del Cantiere navale; era andato pure all’Università per incontrare il corpo accademico e pure per i prof. trovò le parole giuste. Le cronache raccontano della visita alla comunità greco – ortodossa di Piana degli Albanesi e ai “terremotati” della valle del Belice.

  Ma la cronaca è morta, diceva Benedetto Croce, e spira ogni giorno con le pagine del quotidiano che la riporta ed invece la Storia è viva ed essa ci pone alcune domande, ancora oggi, a distanza di tanti anni dal giorno di quella visita.

Ma quanto era forte la mafia a Palermo nel !982? E chi comandava a Palermo? I Carabinieri o la Questura. E la Chiesa? E il Cardinale Pappalardo che appena un mese prima aveva pronunciato l’indimenticabile omelia di “Sagunto che brucia” quanto “contava” nell’organizzazione del viaggio del Papa? Chi ha gestito i trasferimenti del Papa, chi ha ritenuto di garantire la sicurezza di Wojtyla, che già il 13 maggio dell’anno precedente era stato raggiunto da due colpi di pistola sparati da   Mehmet Ali Ağca?

Chi ha scelto, in definitiva, l’autista della “papa mobile”? Chi ha permesso che la persona del Capo della Chiesa Cattolica fosse affidata, per tutto il tempo della visita a uno dei personaggi più importanti di Cosa nostra?.

Sembra proprio incredibile, ma è così: l’autista di Karol Wojtyla fu Angelo Siino, detto Bronson, pilota di rally e ministro delle finanze e dei lavori pubblici di Cosa nostra, braccio destro di Bernardo Provenzano e dispensatore, per conto della Cupola, di appalti e tangenti, i primi per gli imprenditori “amici”, le seconde per gli “amici” politici. Naturalmente, Karol Wojtyla di tutte queste storie non ne sapeva niente. Vero?

Grave attacco ai lavoratori, vietato tacere.

Salve a tutti,
ecco come la finanziaria, approfittando del momento attacca lo statuto dei lavoratori, la carta fondamentale per la tutela dei lavoratori e li fa diventare schiavi delle volontà soggettiva del datore di lavoro, basta solo avere qualche delegato sindacale povero di valori e ricco di disonestà per tenere i dipendenti sotto scacco perenne.

Vi allego solo un stralcio della finanziaria dove in un sol colpo si mette in discussione la valenza del contratto nazionale, si incentiva implicitamente il cosiddetto “contratto di prossimità” e si attacca lo statuto dei lavoratori (vedi legge 300 del 20 maggio 1970) nei punti che riguardano il controllo audiovisivo dei lavoratori, con l’inserimento tra l’altro di nuove tecnologie per il controllo degli stessi e soprattutto per quanto riguarda l’articolo 18 dello statuto, che difende i lavoratori licenziati ingiustamente o senza giustificato motivo.
L’attacco come immaginate è grave perchè basterebbe fare un accordo aziendale con la maggioranza della RSU che questo varrebbe per tutti (vedi ragionamento “erga omnes” degli ultimi tempi) per mettere sotto scacco chiunque volesse richiamare propri diritti e dignità; la paura del licenziamento creerebbe il silenzio nei luoghi di lavoro e arresterebbe o rallenterebbe ogni processo di incrementazione di salario e/o di diritti, anzi al contrario sancirebbe il rapido declino anche di quei diritti oggi patrimonio di tutti i lavoratori.
Visto l’andazzo e la deregolamentazione che si vive in questi tempi la RSU diventa estremamente più importante nei processi di trattativa aziendali e territoriali, per questo è necessario non solo contrastare l’obiettivo della legge, quindi il fulcro di questa, ma sensibilizzare responsabilizzare tutti nelle scelte che ognuno fa soprattutto nelle elezioni della RSU, che più di prima dovrà essere composta da chi possiede valori inattaccabili.

Il dispositivo di legge di cui vi allego il testo per intero e insieme a questo lo stralcio sul merito della presente mail regolarizza per “legge” anche gli accordi fatti qualche mese fa da FIAT e organizzazioni sindacali accondiscendenti.

Bisogna contrastare la logica che scarica sui lavoratori e la loro dignità gli errori e le deregolamentazioni fatte in passato.

La riforma dello statuto dei lavoratori per nulla si lega con la crisi economica e deve farci paura chi dice che bisogna inserire nel panorama giuridico legislativo di questo paese il “diritto al licenziare”, anche ingiustamente.

Attraverso il forzato silenzio dei lavoratori la storia ha visto affermarsi le maggiori nefandezze con l’umanità e i popoli. attenzione se quanto accaduto in passato possa in qualche modo, anche s emascherato riaffermarsi nel nostro futuro.

PARLIAMO DI QUESTO A TUTTI, AMICI, COLLEGHI, ECC… perchè troppo poco si è detto e letto sugli attacchi al mondo del lavoro inseriti nella finanziaria d’agosto, vedi art. 8 del testo.

michele pistone  (delegato FIOM STMicroelectronics) 

articolo 8

DECRETO_13_8_2011 manovra finanziaria aggiuntiva