Le ricorrenze fondative dell’Italia democratica: 25 Aprile, 1 Maggio, 2 Giugno NON SI TOCCANO

Il Decreto legge di metà agosto del governo Berlusconi prevede, tra l’altro, l’abolizione ( con “godimento” alla domenica successiva) delle uniche tre ricorrenze – festività – che ancora rimangono nel nostro calendario annuo.

Rappresentano i pilastri fondanti, culturali, storici e sociali della Repubblica italiana: 25 Aprile – Liberazione dal nazi-fascismo, 1° Maggio – Festa dei Lavoratori , 2 Giugno – nascita della Repubblica Italiana – e della Costituzione democratica.

Si cancellerebbe la  Memoria, attiva e propositiva, dell’Italia democratica.

NON POSSONO E NON DEVONO PASSARE.

Testo del comma 24 art. 1 del decreto:

A decorrere dall’anno 2012 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, da emanare entro il 30 novembre dell’anno precedente, sono stabilite annualmente le date in cui ricorrono le festività introdotte con legge dello Stato non conseguente ad accordi conla Santa Sede, nonché le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni in modo tale che, sulla base della più diffusa prassi europea, le stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica.

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