Giornata della Memoria 2011. La nota di Maria Salanitro Scavuzzo: ” La via Carmelo Salanitro ( a Catania): cronaca di una vicenda”

La via Carmelo Salanitro: cronaca di una vicenda

 

 Il 18 agosto 2002 per un provvedimento del sindaco Umberto Scapagnini viene dedicata una via, situata nella zona industriale di Catania, a Filippo Anfuso. La scritta sotto il nome specifica “diplomatico”. Segue la data di nascita e di morte (1901-63). È definito diplomatico perchè fu ambasciatore a Budapest, Pechino e nella Germania di Hitler. Quel che si tace è che Filippo Anfuso fu un convinto sostenitore della Repubblica sociale di Salò. Nel 1945 fu condannato a morte in contumacia dall’Alta Corte di Giustizia di Roma per collaborazione con i nazisti. Nel 1949 fu assolto con una discussa e contestatissima sentenza della Corte d’Appello di Perugia. Fece carriera politica e nel ’53 divenne un parlamentare del MSI.

Dopo la decisione del sindaco Scapagnini, approvata dal Prefetto, l’ANPI propose di intestare, in alternativa, tre strade a tre martiri antifascisti: Carmelo Salanitro, il ten. Giuseppe Di Stefano, medaglia d’argento, ucciso dai nazisti in Grecia alla fine del 1943, e Graziella Giuffrida, maestra elementare di 22 anni, partigiana, torturata e uccisa dai nazisti a Genova.

Per contrastare l’intitolazione di una via a Filippo Anfuso e di altre due vie ad altri due personaggi compromessi con il fascismo furono raccolte 5000 firme dal Comitato “Catania democratica e antifascista”. Le firme furono consegnate a un esponente della Giunta Scapagnini nel gennaio 2003. Il 25 dello stesso mese una trentina di esponenti del Comitato furono ricevuti da quello che era allora assessore alla toponomastica, Filippo Grasso, il quale precisò che la decisione del Comune aveva avuto l’approvazione dell’Istituto di Storia Patria. Fine di questa storia.

Pochi mesi dopo, in aprile, si sviluppa un dibattito documentato dai quotidiani locali. E qui si intrecciano due proposte. Seguiamole passo passo. Su “La Sicilia” (23 aprile 2003) si legge: «Il liceo Cutelli sia intitolato al professore Carmelo Salanitro, la più tragica delle figure dell’antifascismo catanese, che in quella scuola fu docente di lettere classiche. La proposta, su iniziativa dell’ANPI, sarà presentata ufficialmente il 28 aprile alle 16:30 nell’Aula Magna del liceo Cutelli».

A un giorno di distanza dalla proposta dell’ANPI, cioè il 24 aprile, “La Sicilia” pubblica un articolo di Viviana Mazza in cui vengono intervistati una professoressa del liceo Cutelli, Anna Marano, e alcuni alunni. La professoressa si dichiara favorevole al cambio di nome, gli alunni sono divisi, alcuni favorevoli, altri titubanti. Il 29 aprile 2003 su “Il Giornale di Sicilia” l’avv. Luigi Savoca ci informa che per il cambio del nome la decisione deve essere presa a maggioranza da tutte le componenti del Consiglio d’Istituto: docenti, studenti, genitori, personale non docente. I docenti sono divisi. Gli studenti sono incerti. Un docente universitario di Storia, Luciano Granozzi, interviene proponendo di ribattezzare via Firenze, dove si trova il liceo, come via Salanitro. L’8 luglio 2003 dal giornale “La Sicilia” apprendiamo che «un folto gruppo di storici e docenti universitari, insieme a insegnanti e ex insegnanti del Cutelli, ha assunto l’iniziativa di una lettera aperta al Sindaco e alla Giunta Comunale di Catania, con la quale si chiede di intitolare al professor Carmelo Salanitro il tratto di via Firenze su cui si apre l’ingresso principale del liceo Mario Cutelli». Segue un nutrito elenco che inizia con il nome di Nunzio Di Francesco e prosegue con i nomi di professori del Cutelli e di molti professori universitari. A chiusura dell’elenco la notizia dell’adesione dell’on. Enzo Bianco.

Il 17 luglio 2003 ne “Il Giornale di Sicilia” Gaetano Ragunì scrive: «Sottoscrivo incondizionatamente l’iniziativa di intitolare tutta o una parte dell’attuale via Firenze alla memoria di un illustre nostro conterraneo».

Pochi giorni dopo (5 agosto 2003) compare su “La Sicilia” una lettera sorprendente. Il prof. Giorgio Bellia scrive: «Non posso esimermi dallo scrivere in quanto continuo a leggere su “La Sicilia” lettere ed interventi sulla maniera migliore di onorare la figura del prof. Carmelo Salanitro. Io abito in via Carmelo Salanitro (cap. 95123) e sono onorato dal fatto che la via sia dedicata a una persona perseguitata per le proprie idee … Originariamente all’ingresso della via c’era una targa, grande lastra marmorea, bianca, con inciso il nome del nostro professore, che spiccava nel verde della siepe di cinta di un complesso che si affaccia sulla via, incastonata dalle foglie e dalle ramificazioni che le erano cresciute intorno. Adesso non c’è più. È stata tolta. La strada non ha nome se non per chi vi abita».

Una ricerca su internet chiarisce che via Carmelo Salanitro è una traversa di viale Tirreno, continuazione di via Rossini, vicino a San Nullo. In seguito a un’indagine fatta presso l’Ufficio di Toponomastica risulta che l’intitolazione avvenne nel 1981. La motivazione? Era un latinista.

Nel maggio scorso sono andata a controllare di persona e così ho visto la via in questione. In un angolo, su una povera targa di cartone, come risulta dalla fotografia che accludo, è scritto, in caratteri sbiaditi, il nome di mio suocero. Così Catania onora un uomo che fu suo Consigliere Provinciale e morì per la libertà, quella vera.

 

Maria Salanitro Scavuzzo

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