La nota del CPO Experia di Catania del 13 gennaio

Alle ore 17 di ieri 12 gennaio il quartiere Antico Corso è stato nuovamente invaso da un gran numero di agenti di polizia accompagnati dalla Digos di Catania.

Quale pericoloso crimine era stato commesso ai danni della comunità? Quale temibile criminale si nascondeva nella zona?

La risposta è… ANCHE STAVOLTA NESSUNO! Le forze dell’ordine si sono mobilitate per sgomberare un GIARDINO. Il Giardino Popolare Occupato di via Idria 16, dove sovversive proiezioni di film e cartoni animati, inquietanti arrusti e mancia di quartiere, arditi tuffi nella piscina gonfiabile, un sospetto orto di pomodori e una pericolosissima tombolata della Befana avevano soppiantato rovine, sterpaglie, topi e spazzatura.

Che cosa vuol dire quest’ennesimo sgombero?

1) che dalle poltrone del ministero degli Interni fino all’ultima scrivania della Questura l’ordine è chiaro: i militanti, i frequentatori e i simpatizzanti dell’Experia devono essere fermati, perseguitati e infine spazzati via dalla faccia della città. La disoccupazione, la povertà dilagante, il degrado, l’ignoranza, le cricche di criminali e speculatori possono rimanere quanto vogliono, perché non danno fastidio a nessuno, ANZI.

2) che se la tua città fa schifo e il tuo quartiere non ha uno spazio dove incontrarsi e socializzare, e invece trovi un posto abbandonato dalle amministrazioni da più di trent’anni e con la tua fatica, i tuoi mezzi e il tuo tempo lo rimetti a posto e lo riconsegni ai cittadini perché lo condividano, se insomma non ti rassegni allo sfacelo dilagante di questa città, SEI UN CRIMINALE e guai a te se provi a CAMBIARE LE COSE, perché in questa città le cose se le prendono solo LORO: piazze, palazzi, interi quartieri per farci inutili parcheggi, centri commerciali e alberghi di lusso con i soldi dei finanziamenti pubblici, cioè con i SOLDI NOSTRI.

3) che questa classe politica, questo governo, questa amministrazione hanno PAURA che i cittadini si stufino di stare ad aspettare le loro eterne promesse e che autorganizzandosi imparino a fare da soli, a prendersi ciò che gli spetta, il diritto alla casa, a un salario garantito, a un’istruzione per i propri figli. Hanno paura che gli studenti si ribellino contro chi gli nega la possibilità di studiare, che gli operai della Fiat lottino contro la nuova schiavitù, che gli immigrati smettano di farsi sfruttare, di farsi dare la caccia e rinchiudere nei campi di concentramento. Hanno paura che, presto o tardi, come in Tunisia e in Algeria, la gente non abbia più niente da mangiare e si rivolti contro i governi che PREDICANO CRISI e SPERPERANO MILIONI.

Che cosa diciamo a chi ci sgombera?

1) che non basta un intero esercito, tutte le lastre di acciaio e i catenacci di questo mondo, le denunce e le intimidazioni vigliacche di cui possono essere capaci.

Il Centro Popolare Experia ESISTE e RESISTE.

2) che non staremo mai Né ZITTI Né FERMI davanti all’abbandono e al degrado che fanno così comodo agli speculatori perché gli permettono di comprare a 1 e rivendere a 1000, e che dove loro creano macerie per il loro guadagno, noi COSTRUIREMO per tutti.

3) che non abbiamo più niente da perdere, come lavoratori e come studenti, e che non gli permetteremo di RUBARCI PURE IL FUTURO senza LOTTARE.

Centro Popolare Experia Catania – 12 gennaio 2011

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