A proposito di memoria territoriale: Com. Stampa del “Comitato S.O.S. Villa Bellini” di Catania

FINALMENTE!

Dopo la 1° inaugurazione – 6 gennaio 1883 – siamo al 23 settembre 2010:   dopo 4 anni di chiusura e 2 anni di ritardi non giustificati

riapre la “Villa”

 

      Lunga e tribolata è stata la sorte del principale  e storico Bene Comune dei catanesi nel corso degli ultimi 7 anni.

     Già dal 2003, con un impeto di “ardita modernità” inculcato dall’Amministrazione comunale Scapagnini, con un progetto fastosamente denominato “ Recupero e valorizzazione del verde storico Giardini Bellini, per una migliore fruibilità anche ai fini ludici spettacolari” , si era teso a stravolgere il principale luogo di memoria dei cittadini catanesi.

     Un Bene comune di pregiato valore storico-artistico-sociale-culturale-ambientale-paesaggisticonaturale.  Un’oasi, all’interno di una città ampiamente degradata, ieri come oggi.

     L’imponenza delle risorse finanziarie disponibili, richieste alla Comunità Europea nell’ambito del POR Sicilia 2000-2006, per un valore di 19,5 milioni di euro, aveva fatto scattare la frenesia dello stravolgimento.

     Infatti, il progetto iniziale, oltre al cambio d’uso del piazzale centrale – con l’installazione di un’enorme vasca di 5500 m.q, corredato da un enorme e complesso meccanismo di giochi d’acqua.-, prevedeva la messa in opera di svariate ed articolate realizzazioni che complessivamente  avrebbero stravolto e mortificato la struttura architettonica e vegetale storica del Giardino Bellini, considerato da sempre un vero e proprio “ Monumento vivente”. Luogo di verde, socializzazione e gioco per i bambini, da godere, non da guardare passivamente.

Era una vera e propria imposizione dall’alto.

      I cittadini, però, stanchi di essere sempre trattati da sudditi, fecero scattare la “ protesta popolare”. Si organizzarono in Comitato. Nacque, nel corso dell’estate del 2004, il “Coordinamento in difesa della Villa Bellini; aggregando tante singole persone e ben 29 Associazioni, unite dal sentimento comune di evitare lo scempio programmato. Pretendendo un restauro “ stilistico e conservativo, per evitare il rischio di fare perdere al Giardino la sua vera identità

      Pur essendo da sempre la nostra città sfornita, per volere dei vari governanti, degli strumenti operativi della partecipazione democratica diretta ( previsti dallo Statuto comunale), si organizzò, tra l’altro, una PETIZIONE POPOLARE, in poco tempo firmata da oltre 16.000 cittadini.

      Di fronte a questa decisa e possente volontà popolare, esempio di esercizio democratico della cittadinanza attiva, l’Amministrazione comunale e la Regione siciliana furono costretti a fare “marcia indietro”. Il progetto fu rivisto in maniera strutturale, ridimensionando di conseguenza i volumi economici da impiegare.

      Negli anni successivi le vicissitudini sono continuate: forti ” incomprensioni” con la Comunità Europea, appalti saltati e assegnati, contenziosi giudiziari, chiusura del Giardino per 4 anni, soldi finiti e poi ritrovati; costi abbassati e poi rialzati”, …………Su questi aspetti si esige chiarezza.

Il tutto ha allungato a dismisura i tempi per fare rientrare i cittadini catanesi nella propria Villa.

Oggi,  la Villa viene riaperta. Ma, cosa troveranno i cittadini?

Il Giardino Bellini è ancora il luogo della memoria dei catanesi?

Ha conservato ancora il suo impianto storico?

 

 

Comitato S.O.S. Villa Bellini

 

Catania,23/09/2010                                                                                           

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