Grande corteo NO PONTE oggi, 28 agosto,a Messina. Da www. Messinaweb.tv

IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE http://www.messinaweb.tv/?v=13321&silverheader=0&sus=21

Un corteo variopinto e festante ha invaso la frazione di Torre Faro per dire NO al PONTE!
Erano partiti in circa un migliaio alle 18,30 ma via via che il tempo passava il corteo veniva raggiunto da residenti, turisti, bagnanti, persone venute dal centro città.
Alle 21 il corteo si è concluso dopo aver coinvolto almeno 4.000 persone di diversa estrazione sociale ed orientamento politico.
Famiglie intere, con bambini e cani al seguito, hanno cintribuito

Esemplare e discreto il servizio d’ordine, che ha visto la costante presenza del Questore di Messina.Lunedi su MessinaWebTv un ampio servizio filmato

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Catania, 31 agosto – martedì – ore 9.00: Presidio e Assemblea in difesa della SCUOLA PUBBLICA

Già 13.648 firme, al 28 agosto ore 15.06: FUORI BERLUSCONI – TUTTI IN PIAZZA – W LA COSTITUZIONE. Firma l’appello di Andrea Camilleri, don Andrea Gallo, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack

– OLTRE 9MILA ADESIONI IN MENO DI 24 ORE-

FUORI BERLUSCONI – TUTTI IN PIAZZA – W LA COSTITUZIONE

Firma l’appello di Andrea Camilleri, don Andrea Gallo, Paolo Flores d’Arcais,Margherita Hack

firma: 

http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&idappello=391171

Il carattere eversivo dell’azione di Berlusconi è ormai dichiarato, la sua volontà di assassinare la Costituzione nata dalla Resistenza è costantemente esibita. Per difendere la Repubblica è necessario che l’Italia civile faccia sentire unanime la sua voce.
A questa Italia che vuole rinascere dalle macerie in cui l’ha precipitata un regime di cricche chiediamo di scendere in piazza al più presto
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Schegge di storia siciliana, n° 46: Giovanni Corrao, un democratico doc

GIOVANNI CORRAO: UN DEMOCRATICO DOC

 

Nacque a Palermo il 17 novembre 1822, si sa che lavorò come operaio calafato nel porto della sua città. Maturò una progressiva, crescente avversione contro i Borbone che ricambiarono con adeguate persecuzioni, sì da costringerlo a fuggire in esilio.

Corrao sapeva che liberare la Sicilia dai Borbone non significava liberare automaticamente la Sicilia,  si riconosceva totalmente nel progetto mazziniano – garibaldino della democrazia e della repubblica, ma, adesso, si trattava di togliere di mezzo i Borbone.     

Eccolo, allora, con Garibaldi verso Palermo e poi a Milazzo, fino a Gaeta Continua a leggere