Catania 2 luglio: concerto di Matilde Politi, ” autentica interprete del canto tardizionale monodico siciliano”

Concerto di Matilde Politi

2 luglio – Catania, Orto Botanico, ore 21:00

Matilde Politi

“Sciala curuzzu, arricria cori

  Airittu, airittu, … acqua c’è”

 di Elsa Aricidacono da http://www.ritaatria.it

 

Autentica interprete del canto tradizionale monodico siciliano, sempre più riconosciuta da parte della critica.

L’artista esce con quest’ultimo lavoro allo scoperto con alcuni suoi testi originali e due brani che impreziosiscono il disco ispirati a Cascia de sol di Nazaré Pereira e a Leve breve lirica di Fernando Pessoa, riarrangiati e volti in siciliano per accostarli maggiormente al sentire di una cantante che da anni ha fatto della sua arte anche professione di studio e ricerca della tradizione orale della sua terra.

Ho voluto scrivere due righe iniziali riferite all’abbanniata di un antico venditore d’acqua, per indicare le doti vocali di Matilde, la freschezza e la dinamicità della sua voce scintillante. Continua a leggere

Un reduce di Cefalonia, Antonino Corvaja – Santa Venerina, Catania – racconta. Uno degli ultimi sopravvissuti all’efferata strage nazista.

L’intervista, curata da Giovanni Vecchio,  è stata pubblicata in data 2 maggio 2010 dal periodico di Acireale ” La Voce dell’Ionio”.

Antonino Corvaja, originario di Macchia di Giarre, risiede a Linera nel comune di Santa Venerina. E’ un sopravvissuto della strage effettuata dai tedeschi nel corso del mese di settembre 1943 nell’isola di Cefalonia.

Vittime furono i soldati e gli ufficiali italiani – circa 12.000- della divisione Acqui che presidiavano l’isola. Inoltre, a Cefalonia si trovavano: tre compagnie del Genio,un reggimento di artiglieria e due di fanteria.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre i tedeschi imposero la resa agli italiani, comandati dal generale Gandin. Con decisione unanime di ufficiali e soldati la richiesta fu respinta. I combattimenti durarono dieci giorni. I soldati italiani caduti furono 1300. Immediatamente dopo, dopo la deposizione delle armi, iniziò il massacro. Furono uccisi 6000 soldati, compreso il generale Gandin. Altri 3000 morirono durante il trasporto verso la Grecia ( Pireo), la nevi furono affondate. 

Oltre all’intervista sono incluse due foto di Corvaia, ed altro.

 

  Continua a leggere