Raimondo Ricci, presidente nazionale dell’ANPI: “La legge sulle intercettazioni colpisce la libertà di stampa e viola la Costituzione”

Roma, 11 giugno 2010Il Ddl sulle intercettazioni, approvato ieri in Senato, è un
provvedimento assolutamente inaccettabile, perché in profondo contrasto  

con la Costituzione della Repubblica.

L’ANPI denuncia con forza l’atteggiamento del Governo che mentre da una
parte proclama la volontà di perseguire la corruzione attribuendosi
oltretutto meriti – che sono invece tutti della magistratura e delle
forze dell’ordine – nella lotta alla criminalità organizzata, dall’altra
priva gli operatori della giustizia di indispensabili mezzi di indagine,
ponendo, allo stesso tempo, inedite e assurde limitazioni al
diritto-dovere della stampa di fare libera informazione e del cittadino
di riceverla come espressamente sancito dall’art. 21 della Costituzione:
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con
la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non
può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

L’ANPI rivolge inoltre un appello per una mobilitazione unitaria e
civile a tutte le coscienze democratiche, ai partiti, alle forze
sindacali, agli studenti, all’associazionismo. Li invita quindi a
partecipare alla sua Seconda Festa Nazionale “Italiani, di Costituzione”
dal 24 al 27 giugno ad Ancona, occasione importante e preziosa per
lanciare un no forte, responsabile, massiccio a chi intende cancellare
la democrazia dal Paese.

Raimondo Ricci

Presidente Nazionale dell’ANPI

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