I cinque martiri catanesi delle Fosse Ardeatine

Due catanesi e tre residenti di paesi della provincia, risultano tra le vittime delle Fosse Ardeatine:

– Cosimo D’Amico

– Ferdinando Agnini

 – Sebastiano Ialuna

– Rosario Pitrelli

– Santo Morgano

 

Il primo è Cosimo D’Amico, nato nel 1907, amministratore teatrale.

Il secondo è Ferdinando Agnini, di venti anni, studente in medicina. Suo nonno era il famoso on. Giuseppe de Felice, più volte pro sindaco di Catania dal 1902 al 1920. A Roma, dal Novembre 1943 al Febbraio 1944, l’A.R.S.I. (Associazione rivoluzionaria studentesca italiana), nella quale era confluita l’Unione studenti italiani, lo ebbe come organizzatore e animatore. Curava la stampa del giornale clandestino “La nostra lotta”, stringeva contatti con gli operai del quartiere Montesacro, passava da una riunione ad un’altra, scivolando nelle strade dopo il coprifuoco. Di fronte all’infittirsi delle azioni di sabotaggio e della intensa nell’università e nelle scuole, i tedeschi affidarono a due spie fasciste, che nel dopoguerra furono condannate dal Tribunale Militare, il compito di individuarne i dirigenti. Così il 24 Febbraio 1944, i tedeschi irruppero nella sua abitazione e lo condussero al commissariato del quartiere. Le sue tasche erano piene di materiale per il giornale. Non poteva negare e lo picchiarono a sangue perchè volevano i nomi dei suoi compagni cospiratori. Lo lasciarono sanguinante, ma un agente di polizia fu con lui caritatevole. Il giovane gli affidò un messaggio scritto su un pezzo di cartone perchè lo consegnasse al padre Gaetano, giornalista costretto dal regime a lasciare il suo lavoro, affinchè avvertisse gli amici perchè si mettessero in salvo.

Due ore dopo le spie erano ancora a casa Agnini a chiedere ragione di quel biglietto. Il padre fu portato al commissariato anche lui. Di lì furono trasferiti nella famigerata prigione nazista di Via Tasso, ma separati in celle e piani diversi. A 12 interrogatori e atroci sevizie fu sottoposto Agnini, ma non rivelò un solo nome.

Alle ore 14 del 23 Marzo fu eseguito l’attentato gappista di Via Rasella. Il giorno dopo, ancora alle ore 14, le vittime designate furono fatte uscire dalle celle di Via Tasso e di Regina Coeli e andarono a morire alle Fosse Ardeatine. Ad Agnini fu concessa la medaglia al valor militare, conferita la laurea honoris causa in Medicina e Chirurgia, intitolata una strada nel cento di Catania. Al Liceo ginnasio “Orazio Flacco” di Roma, dove egli aveva studiato, lo ricordano un busto di marmo ed una lapide.

Per quanto riguarda i Martiri delle Fosse Ardeatine residenti della provincia: Sebastiano Ialuna, nato  a Mineo nel 1920, agricoltore; Santo Morgano, nato a Militello nel 1920, elettromeccanico; Rosario Pitrelli, nato nel 1917 a Caltagirone, meccanico. Purtroppo si tratta di figure che le istituzioni locali non hanno valorizzato, ma che meriterebbero di essere riscoperte dopo oltre sessanta anni di oblio e additate al ricordo delle giovani generazioni.

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