Graziella Giuffrida: giovane martire catanese nella Lotta di Liberazione

Rocca dei Corvi (Fegino)
Nei giorni della Liberazione in località Barabini di Teglia, a Fegino in Val Polcevera, vennero ritrovate alcune fosse ricoperte di terra nei pressi di una capanna, in Via Rocca dei Corvi. Da quelle fosse furono estratti i corpi di 5 persone, torturate e uccise dai tedeschi che nella zona avevano un comando e che soprattutto nel mese di marzo 1945 avevano intensificato le azioni di polizia volte a terrorizzare la popolazione.
Barabini di Teglia si trova sulla sponda destra del Polcevera, in una zona industriale e operaia, dove era attiva l’azione antifascista e partigiana, spesso in collegamento con quella delle fabbriche.
I tedeschi vi avevano insediato un piccolo comando con alle sue dipendenze anche alcune unità dell’Organizzazione TODT nella quale erano stati reclutati anche abitanti della zona utilizzati per la realizzare scavi e opere di ingegneria militare.
In uno scantinato del comando tedesco e in una capanna poco lontana, nella valletta di Via Rocca dei Corvi, vennero condotti i partigiani catturati durante controlli o azioni di polizia. In queste costruzioni, protette da filo spinato e quindi inavvicinabili, i prigionieri venivano torturati e uccisi e infine sepolti in fosse scavate, presumibilmente, dagli stessi ignari lavoratori cooptati dall’organizzazione TODT.
Soltanto il 28 aprile 1945 si riuscì a dare un nome ai corpi ritrovati
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Dettagli della mappa

Chi erano i caduti


Graziella Giuffrida

Daniele Cotella, 43 anni, fu catturato perché ospitò un altro partigiano, Savoldelli, inseguito dai tedeschi. Torturato venne ritrovato in una delle fosse a Rocca dei Corvi.
Sebastiano Macciò, 23 anni, riuscì a fuggire durante la perquisizione della propria casa. Saputo che la madre e poi lo zio erano stati arrestati per rappresaglia Macciò si consegnò ai tedeschi che lo torturarono orrendamente prima di ucciderlo.
Andrea Savoldelli, 48 anni, venne fermato da una pattuglia di tedeschi a tarda sera per un controllo. Colto dal panico tentò la fuga e si rifugiò in casa del partigiano Cotella e lì si fece arrestare con l’amico di fronte alla minaccia nazista di infierire sulla famiglia. Anch’egli fu torturato, ucciso e gettato in una fossa alla Rocca dei Corvi.
Giancarlo Valle “il genovese”, 19 anni, faceva parte di una formazione partigiana piemontese e si trovava a casa perché malato. I tedeschi saputo della loro presenza lo arrestarono e dopo averlo torturato lo uccisero.
Graziella Giuffrida, catanese di 21 anni, arrestata sul tram da un gruppo di tedeschi che, dopo averla pesantemente importunata, si accorsero che era in possesso di una pistola. Condotta nella sede del comando di Fegino fu sottoposta a tortura e violentata prima di essere uccisa e gettata in una delle fosse di Via Rocca dei Corvi.

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