Giù le mani dall’Acqua: Incontro dell’Anpi, Catania 26 novembre

Giù le mani dall’ACQUA

Acqua: Bene comune.

Espropriate democrazia e Costituzione

 

       Giorno 19 novembre, con l’ulteriore comando del voto di fiducia, il governo Berlusconi, con l’art 15 del decreto 135, ha imposto ai cittadini italiani la privatizzazione della gestione dell’acqua.  

     Hanno votato compatti i partiti della maggioranza, dai grandi del Pdl e Lega, ai regionalisti siciliani, autodefinitosi “autonomisti”, dell’Mpa.

     L’ ACQUA, a partire da quella che esce dai rubinetti, è il principale Bene comune dei cittadini, come l’aria.

Acqua e aria determinano la vita. L’ acqua, basilare per la salvaguardia della salute, non può essere sottratta al pubblico controllo dei cittadini.

L’ acqua, diritto universale fondamentale, è un valore primario dei diritti civili su cui si regge la nostra democrazia,  sancita dalle norme costituzionali conquistate dagli atti valorosi di uomini e donne che si batterono nella Lotta di Liberazione per riconquistare libertà, giustizia, solidarietà, diritti ed equità sociali, violentemente represse dai nazifascisti.

Con questa legge

    Si espropriano le Regioni e i Comuni dalle proprie funzioni fondamentali di reale ed autonoma gestione del territorio, dei beni locali e dei servizi, sancita a chiari lettere dalla Costituzione.

    Si violano drasticamente le prerogative dello Statuto siciliano.

      Si sottraggono ai cittadini i requisiti fondamentali che devono rappresentare una vera democrazia, con la partecipazione e la scelta diretta su questioni fondamentali che Li riguardano.  Si cancellano le 400.000 firme, frutto della democrazia partecipata, consegnate nel 2007, proponenti una Legge di iniziativa popolare.      

    Si Spoglia il Parlamento, in forma autoritaria, con il voto di fiducia e con la massima accelerazione del voto, dalla sua vera funzione democratica. Calpestando la volontà popolare si consegna l’ACQUA agli enormi interessi economici-finanziari rappresentati da ben noti gruppi nazionali e multinazionali. Entro il 2011, la gestione dei servizi idrici, attualmente affidata alle pubbliche strutture degli ATO controllate da Comuni e Province, sarà strutturalmente stravolta.

    In questa maniera l’ ACQUA, da fondamentale Bene comune, viene trasformata in merce, in balia delle più ampie speculazioni, come già avvenuto in tante altre realtà mondiali.  E’ conseguentemente facile prefigurare le tragiche ed inique conseguenze che a breve si determineranno sulle bollette e sulla qualità. A partire dal nostro territorio già attraversato ga grandi contraddizioni di gestione e di servizio. 

    Anche a Catania, come già avvenuto da parecchi mesi in tante città e paesi della Sicilia, si deve organizzare la RESISTENZA in difesa del nostro principale BENE COMUNE.

giovedì 26 novembre alle ore 18.00

organizzato dall’A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d’Italiasi terrà un pubblico incontro

presso il CPO Experia, via Plebiscito 782.

Invitiamo i cittadini, le forze politiche, sociali, sindacali ed associative a partecipare.

 

A.N.P.I.  Catania       anpicatania@yahoo.it               

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: