questa è la lettera alla sicilia per la pagina di Caltanissetta spedita il giorno25/01/10 alle ore09,44 come vedi non è stata pubblicata
Oggi noi sfigati, ci occupiamo di altri sfigati e cioè degli Zingari.
Probabilmente solo a dei matti come me poteva venire in mente di parlare di
una cosa seria come quella dei Nomadi. La mia è una scommessa.
Vorrei poter fare breccia nel muro di gomma dell’indifferenza,
dell’abitudine quotidiana a tragedie e massacri, del pregiudizio verso un
popolo “brutto, sporco e cattivo”. La mia scommessa è quella di aprire il
cuore, il cervello e il portafogli di un tot di persone disposte ancora a
emozionarsi, a cercare di capire, ad ascoltare le voci e le canzoni, le
testimonianze drammatiche e la gioia di vivere di gente diversa da noi,
molto diversa. Gente dignitosa. Alcuni intellettuali affermano che quando
non ci saranno più i testimoni degli orrori del ‘900 allora la nostra
memoria
storica di quei fatti, rischia di scomparire. Oggi come ogni 27 gennaio,
ricordiamo lo sterminio degli ebrei, un evento drammatico che ha lasciato il
segno nella storia dell’uomo.
Per moltissimi anni si è parlato di
genocidio del popolo ebraico nei lager nazisti , ma si è parlato troppo poco
dello sterminio del popolo dei ROM.
Nei vari processi contro i nazisti responsabili di crimini contro
l’umanità, primo fra tutti quello di Norimberga, mai nessuno si preoccupò
di sentire la testimonianza di uno zingaro. Al processo di Gerusalemme,
nonostante furono dimostrate le deportazione degli zingari, il capo
d’imputazione che riguardava questo argomento venne annullato. “Nessun
responsabile fu chiamato a rendere conto dello sterminio degli zingari.” Un
genocidio che nasce dal pregiudizio e dal razzismo imperanti nella Germania
degli anni trenta. Un genocidio dimenticato, così come dimenticati sono
stati i risarcimenti dovuti agli zingari perseguitati durante il nazismo,
un’etnia, quella Rom e Sinta, che nel corso degli anni più che essere
sconosciuta è stata “misconosciuta.“ Se è atroce quello che è accaduto,
ancora più atroce sarebbe dimenticare: bisogna rammentare e far conoscere
che nei Lager accanto ai triangoli gialli di sei milioni di ebrei c’erano
quelli rosa degli omosessuali, quelli rossi degli oppositori politici e
quelli neri degli zingari che hanno pagato, con circa 500.000 vittime. E
allora ripenso a queste parole: memoria, commemorazione, rievocazione, e mi
ronzano in testa restituendo il loro significato. Memoria come testimonianza
di chi quei fatti li visse, commemorazione per non scordare il significato
delle azioni umane e dare loro il giusto valore, rievocazione come verità
storica. Allora mi viene in mente un filo conduttore che unisce le
motivazioni per la celebrazione del ricordo delle vittime naziste. Questo
filo passa oggi per i tanti episodi di razzismo, di omofobia, di avversione
verso ogni diverso, di lingua, razza, religione, disabili, poveri,
disoccupati. Un filo
conduttore che affonda le radici nell’istigazione alla paura e in tutti quei
provvedimenti, a cominciare da: niente nomadi, niente extracomunitari. Un
filo conduttore che passa perfino per i tagli alla scuola, con i precari che
diventano disoccupati, con i bambini ‘difficili’ o “istituzionalizzati”,
disabili senza sostegno, per i terremotati e gli alluvionati, per i
provvedimenti xenofobi dei sindaci che si moltiplicano, spianando la
strada alle leggi nazionali contro i migranti a prescindere dal loro status
giuridico. Un filo conduttore che passa anche attraverso i magistrati
messi alla gogna per aver emesso sentenze non favorevoli agli interessi del
Presidente del Consiglio.
Un filo
conduttore attraverso un’Italia divisa, da una parte la destra con i
buoni, con i cittadini onesti , dall’altra, la sinistra con i
giornalisti colpevoli di aver criticato l’operato del governo, con i
comunisti anti italiani che protestano contro disoccupazione,contro le
ingiustizie
sociali la cui esistenza è negata o ignorata.
Un filo conduttore che passa attraverso tutti noi, perché noi
siamo la società. Nell’Europa d’inizio del terzo millennio probabilmente
non vedremo le dittature che hanno caratterizzato il secolo scorso, ma di
sicuro la democrazia è in pericolo, non dimentichiamo mai che il nazismo
prese il potere in maniera assolutamente democratica.
Attivarc Insieme L’Associazione Culturale e di Promozione Sociale “Attivarcinsieme” Circolo ARCI San Cataldo, in occasione della ricorrenza del “Giorno della Memoria” istituita con legge 20 luglio 2000, n.211, per ricordare lo sterminio in massima parte slavi e di religione o origine ebraica, oltre a zingari, pentecostali (classificati… come malati di mente), testimoni di Geova, omosessuali, portatori di handicap fisico o psichico e oppositori del nazismo.
Fra questi moltissimi prigionieri Russi e 40.000 militari italiani (dei 650.000 deportati) che dopo l’Armistizio non avevano aderito alla Repubblica Sociale di Salò. Per tali motivazioni, nell’evidenziare l’alto contenuto civile e morale della ricorrenza, il sodalizio sancataldese promuove nella giornate di giovedì 27 gennaio, presso i locali dell’Associazione “Nuova Civilità” in Via Mons. Cammarata (ex Istituto Fascianella), la proiezione del film vincitore del Leone d’Oro alla 44^ Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia nell’edizione del 1987, “Arrivederci Ragazzi” di Louis Malle.
La proiezione sarà proceduta alle ore 19 da un dibattito aperto con la eventuale partecipazione di sopravvissuti dai campi di concentramento.
Ora:mercoledì 27 gennaio 2010 19.00.00
Luogo:San Cataldo, Via Mons. Cammarata (ex Istituto Fascianella)
cari amici e compagni della sezioni anpi catanese,vorrei avere qualche notizia in piu’su quel che si svolgera’domancia 25 aprile in citta’come manifestazione.ho letto qualcosa sul sito nazionale,ma non e’molto dettagliato,potete farmi sapere di piu’?un caro saluto…ora e sempre resistenza…gianluca tripodi
Ciao Smith, tu eri nel distaccamento comando della 47ma allora, Cepelli (Lupo) era il comandante, Volga il commissario (William Ferrari), poi c’era Tarzan, Vivi, Bruno, Brontolo, Sonnio, Ivan, l’altro Volga (Michelangelo Cigarini),e Vanna!! Sono un amico (e consigliere…) di Matteo Incerti, Mi piacerebbe un giorno fare due chiacchere con te, ciao.
complimenti da grecia
Manolis Kassimatis-Damiani
nipote di un Italiano prigioniero antifasista
– figlio di un Greco prigioniero partigiano
membro della commissione
per la memoria degli italiani uccisi dai nazisti tedeschi a Poligono di tiro di Kessariani
ex-consigliere comites-grecia http://lastorianoncancella.wordpress.com/
Bel sito!!!!
un abbraccio resistente ai compagni antifascisti catanesi che sono venuti a Mirano sabato!
Enrica
questa è la lettera alla sicilia per la pagina di Caltanissetta spedita il giorno25/01/10 alle ore09,44 come vedi non è stata pubblicata
Oggi noi sfigati, ci occupiamo di altri sfigati e cioè degli Zingari.
Probabilmente solo a dei matti come me poteva venire in mente di parlare di
una cosa seria come quella dei Nomadi. La mia è una scommessa.
Vorrei poter fare breccia nel muro di gomma dell’indifferenza,
dell’abitudine quotidiana a tragedie e massacri, del pregiudizio verso un
popolo “brutto, sporco e cattivo”. La mia scommessa è quella di aprire il
cuore, il cervello e il portafogli di un tot di persone disposte ancora a
emozionarsi, a cercare di capire, ad ascoltare le voci e le canzoni, le
testimonianze drammatiche e la gioia di vivere di gente diversa da noi,
molto diversa. Gente dignitosa. Alcuni intellettuali affermano che quando
non ci saranno più i testimoni degli orrori del ‘900 allora la nostra
memoria
storica di quei fatti, rischia di scomparire. Oggi come ogni 27 gennaio,
ricordiamo lo sterminio degli ebrei, un evento drammatico che ha lasciato il
segno nella storia dell’uomo.
Per moltissimi anni si è parlato di
genocidio del popolo ebraico nei lager nazisti , ma si è parlato troppo poco
dello sterminio del popolo dei ROM.
Nei vari processi contro i nazisti responsabili di crimini contro
l’umanità, primo fra tutti quello di Norimberga, mai nessuno si preoccupò
di sentire la testimonianza di uno zingaro. Al processo di Gerusalemme,
nonostante furono dimostrate le deportazione degli zingari, il capo
d’imputazione che riguardava questo argomento venne annullato. “Nessun
responsabile fu chiamato a rendere conto dello sterminio degli zingari.” Un
genocidio che nasce dal pregiudizio e dal razzismo imperanti nella Germania
degli anni trenta. Un genocidio dimenticato, così come dimenticati sono
stati i risarcimenti dovuti agli zingari perseguitati durante il nazismo,
un’etnia, quella Rom e Sinta, che nel corso degli anni più che essere
sconosciuta è stata “misconosciuta.“ Se è atroce quello che è accaduto,
ancora più atroce sarebbe dimenticare: bisogna rammentare e far conoscere
che nei Lager accanto ai triangoli gialli di sei milioni di ebrei c’erano
quelli rosa degli omosessuali, quelli rossi degli oppositori politici e
quelli neri degli zingari che hanno pagato, con circa 500.000 vittime. E
allora ripenso a queste parole: memoria, commemorazione, rievocazione, e mi
ronzano in testa restituendo il loro significato. Memoria come testimonianza
di chi quei fatti li visse, commemorazione per non scordare il significato
delle azioni umane e dare loro il giusto valore, rievocazione come verità
storica. Allora mi viene in mente un filo conduttore che unisce le
motivazioni per la celebrazione del ricordo delle vittime naziste. Questo
filo passa oggi per i tanti episodi di razzismo, di omofobia, di avversione
verso ogni diverso, di lingua, razza, religione, disabili, poveri,
disoccupati. Un filo
conduttore che affonda le radici nell’istigazione alla paura e in tutti quei
provvedimenti, a cominciare da: niente nomadi, niente extracomunitari. Un
filo conduttore che passa perfino per i tagli alla scuola, con i precari che
diventano disoccupati, con i bambini ‘difficili’ o “istituzionalizzati”,
disabili senza sostegno, per i terremotati e gli alluvionati, per i
provvedimenti xenofobi dei sindaci che si moltiplicano, spianando la
strada alle leggi nazionali contro i migranti a prescindere dal loro status
giuridico. Un filo conduttore che passa anche attraverso i magistrati
messi alla gogna per aver emesso sentenze non favorevoli agli interessi del
Presidente del Consiglio.
Un filo
conduttore attraverso un’Italia divisa, da una parte la destra con i
buoni, con i cittadini onesti , dall’altra, la sinistra con i
giornalisti colpevoli di aver criticato l’operato del governo, con i
comunisti anti italiani che protestano contro disoccupazione,contro le
ingiustizie
sociali la cui esistenza è negata o ignorata.
Un filo conduttore che passa attraverso tutti noi, perché noi
siamo la società. Nell’Europa d’inizio del terzo millennio probabilmente
non vedremo le dittature che hanno caratterizzato il secolo scorso, ma di
sicuro la democrazia è in pericolo, non dimentichiamo mai che il nazismo
prese il potere in maniera assolutamente democratica.
Giuseppe Curcio
Attivarc Insieme L’Associazione Culturale e di Promozione Sociale “Attivarcinsieme” Circolo ARCI San Cataldo, in occasione della ricorrenza del “Giorno della Memoria” istituita con legge 20 luglio 2000, n.211, per ricordare lo sterminio in massima parte slavi e di religione o origine ebraica, oltre a zingari, pentecostali (classificati… come malati di mente), testimoni di Geova, omosessuali, portatori di handicap fisico o psichico e oppositori del nazismo.
Fra questi moltissimi prigionieri Russi e 40.000 militari italiani (dei 650.000 deportati) che dopo l’Armistizio non avevano aderito alla Repubblica Sociale di Salò. Per tali motivazioni, nell’evidenziare l’alto contenuto civile e morale della ricorrenza, il sodalizio sancataldese promuove nella giornate di giovedì 27 gennaio, presso i locali dell’Associazione “Nuova Civilità” in Via Mons. Cammarata (ex Istituto Fascianella), la proiezione del film vincitore del Leone d’Oro alla 44^ Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia nell’edizione del 1987, “Arrivederci Ragazzi” di Louis Malle.
La proiezione sarà proceduta alle ore 19 da un dibattito aperto con la eventuale partecipazione di sopravvissuti dai campi di concentramento.
Ora:mercoledì 27 gennaio 2010 19.00.00
Luogo:San Cataldo, Via Mons. Cammarata (ex Istituto Fascianella)
cari amici e compagni della sezioni anpi catanese,vorrei avere qualche notizia in piu’su quel che si svolgera’domancia 25 aprile in citta’come manifestazione.ho letto qualcosa sul sito nazionale,ma non e’molto dettagliato,potete farmi sapere di piu’?un caro saluto…ora e sempre resistenza…gianluca tripodi
Inviamo al tuo indirizzo di posta elettronica le informazioni richieste
cari saluti
A Salvatore Militti, SMITZ
Ciao Smith, tu eri nel distaccamento comando della 47ma allora, Cepelli (Lupo) era il comandante, Volga il commissario (William Ferrari), poi c’era Tarzan, Vivi, Bruno, Brontolo, Sonnio, Ivan, l’altro Volga (Michelangelo Cigarini),e Vanna!! Sono un amico (e consigliere…) di Matteo Incerti, Mi piacerebbe un giorno fare due chiacchere con te, ciao.
Michele
complimenti da grecia
Manolis Kassimatis-Damiani
nipote di un Italiano prigioniero antifasista
– figlio di un Greco prigioniero partigiano
membro della commissione
per la memoria degli italiani uccisi dai nazisti tedeschi a Poligono di tiro di Kessariani
ex-consigliere comites-grecia
http://lastorianoncancella.wordpress.com/