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OSSIGENO – Roma, 8 feb 2012 - Nuove gravi minacce hanno costretto il giornalista free lance Gianni Lannes e i suoi familiari ad abbandonare in tutta fretta la sua abitazione in provincia di Foggia. L’episodio è stato denunciato dal giornalista alle forze dell’ordine e segnalato con una interrogazione parlamentare dai deputati radicali (prima firmataria Elisabetta Zamparutti) che hanno sollecitato il Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri a chiedere adeguate misure di protezione e in particolare il ripristino della scorta revocata il 22 agosto 2011.
Il 26 gennaio 2012, Lannes ha trovato nell’auto della moglie un biglietto anonimo con l’invito minaccioso a “non creare problemi con le inchieste contro le ecomafie” per evitare ritorsioni contro la sua famiglia. La notte tra il 29 e 30 gennaio a questo avvertimento si è aggiunto un altro segnale preoccupante: il videocitofono dell’abitazione è stato manomesso da ignoti che hanno reso impossibile vedere dall’interno della casa chi è alla porta.
I parlamentari ricordano che Gianni Lannes ha svolto inchieste giornalistiche sul nucleare italiano (civile e militare) e ha scoperto a Caorso “il coinvolgimento della ‘ndrangheta nella dismissione della centrale nucleare, attraverso la società genovese Ecoge srl a cui la Sogin – la società di Stato incaricata della bonifica ambientale degli impianti nucleari italiani, che prevede di concludere i lavori a Caorso nel 2025 – avrebbe appaltato una parte delle operazioni di smantellamento”. La Ecoge srl, aggiungono i parlamentari, “secondo alcuni rapporti della Direzione Investigativa Antimafia, è di proprietà di una famiglia considerata organica alla ‘ndrangheta”. Sono state chieste spiegazioni ai responsabili della Sogin che prima hanno smentito, “poi, quando hanno visto le foto (di Lannes, ndr) gli hanno suggerito di non parlarne troppo e di tenere un basso profilo”.
Nell’interrogazione viene sottolineato il collegamento temporale fra l’episodio Ecoge-Sogin e l’annullamento del servizio di scorta. “Il 13 luglio 2011 Gianni Lannes ha prestato la sua collaborazione raccontando, alla presenza del legale e dei due agenti di scorta, al tenente Vincenzo Scarfogliero del NOE Carabinieri di Roma, specializzato nel nucleare, ciò che aveva scoperto a Caorso. Sei giorni più tardi, il 19 luglio, gli è stato comunicato telefonicamente che di lì a poco sarebbe stata revocata la protezione”, come effettivamente è avvenuto su proposta del prefetto di Foggia.
I parlamentari radicali ricordano una precedente interrogazione presentata nel luglio scorso sulla revoca della scorta ed elencano in questi termini le precedenti minacce e ritorsioni subite da Lannes che proprio per questi episodi, insieme ai suoi familiari, dal 22 dicembre 2009 al 22 agosto 2011 ha vissuto sotto protezione delle forze dell’ordine: “il 2 luglio 2009, è saltata in aria l’auto della moglie; il 21 luglio 2009 ignoti hanno sabotato i freni della sua auto; il 5 novembre ignoti hanno bruciato la sua auto. Le intimidazioni e le minacce si sono estese anche ai suoi collaboratori, dal 25 giugno 2009 a tutt’oggi. In particolare, a maggio 2010, ignoti hanno sottratto un computer e minacciato telefonicamente alle 6 del mattino la moglie di Lannes; il giorno 8 ottobre 2010 alle ore 8,30, qualcuno ha suonato insistentemente al video citofono della sua abitazione dal quale era ben visibile il viso di una persona sui trent’anni con barba incolta ed accento non spiccatamente del luogo, il quale, in un insolito orario, gli ha chiesto di scendere a ritirare la posta. Accanto a questo soggetto si intravedeva la schiena di un altro individuo”
http://www.youtube.com/watch?v=xATSW_xDI80
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